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Giovedì 21 Agosto 2014 16:02
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    Bruxelles disapprova le restrizioni verso i lavoratori bulgari e rumeni

    Gli argomenti presentati da nove paesi europei che hanno deciso di mantenere le restrizioni contro l'ingresso di cittadini bulgari e rumeni sul loro mercato del lavoro sono "poco convincenti", ha dichiarato il Commissario europeo per l'Occupazione, affari sociali e inclusione, László Andor.

    Austria, Germania, Belgio, Francia, Irlanda, Gran Bretagna, Lussemburgo, Malta e Paesi Bassi hanno infatti deciso di mantenere restrizioni all'accesso al mercato del lavoro per cittadini bulgari e rumeni fino alla scadenza del 31 dicembre 2013.

    Andor, che ha parlato Venerdì scorso dopo una riunione dei ministri UE dell'occupazione e degli affari sociali, chiederà a questi nove paesi di fornire migliori argomenti o di invertire la loro decisione.

    Questa, in sintesi, le restrizioni ancora in vigore nei confronti dei lavoratori bulgari e rumeni:

    In Austria possono essere rilasciati permessi di lavoro, subordinatamente ad un'analisi del mercato del lavoro, per 67 professioni per le quali esiste una carenza di manodopera.

    La Germania ha limitato le restrizioni e allo stato attuale non richiede più un permesso di lavoro soltanto per i lavoratori qualificati con un diploma universitario (il cui impiego corrisponde alla qualifica professionale), per i lavori stagionali e per la formazione professionale in azienda.
    I permessi di lavoro possono essere rilasciati senza un'analisi del mercato del lavoro per le professioni che in Germania richiedono il completamento di una formazione professionale.

    Sia Austria che Germania applicano restrizioni per la prestazione transfrontaliera di servizi da parte di bulgari e rumeni in alcuni settori, ad esempio per il distacco di lavoratori all'estero.

    In Belgio i lavoratori bulgari e rumeni devono ottenere un permesso di lavoro. I permessi di lavoro non sono subordinati ad un'analisi del mercato del lavoro per le professioni in cui esiste una carenza di manodopera, in particolare lavori poco qualificati come autisti, giardinieri, cassieri o muratori.

    In Francia i lavoratori bulgari e rumeni devono ottenere un permesso di lavoro, ma è prevista una procedura semplificata per 150 professioni per cui i permessi vengono rilasciati a prescindere dalla situazione del mercato del lavoro.

    In Irlanda i lavoratori bulgari e rumeni devono ottenere un permesso di lavoro.

    In Lussemburgo sono previste procedure semplificate per attività nel settore agricolo, viticolo, alberghiero e del catering e per le persone con qualifiche specifiche nel settore finanziario.

    Malta rilascia permessi di lavoro per posizioni che richiedono personale qualificato e/o con esperienza professionale e per le mansioni in cui c'è carenza di manodopera.

    Nei Paesi Bassi i lavoratori bulgari e rumeni devono ottenere un permesso di lavoro, che però viene rilasciato soltanto se non vi sono lavoratori disponibili a livello nazionale o negli altri paesi dell'UE oppure se il datore di lavoro interessato può offrire condizioni di lavoro e un alloggio adeguati.

    Deroghe temporanee possono essere concesse in settori in cui si rileva una carenza di manodopera. Nel Regno Unito i lavoratori bulgari e rumeni devono ottenere un permesso di lavoro. È il datore di lavoro che deve farne domanda (salvo per alcune categorie di impieghi), mentre il lavoratore è tenuto a farsi rilasciare una accession worker card (tessera di lavoratore di un nuovo paese UE). I lavoratori non qualificati devono rispettare un sistema di quote nel settore agricolo e alimentare. I lavoratori qualificati sono tenuti a farsi rilasciare un permesso di lavoro o a rientrare nel Highly Skilled Migrant Programme (programma per migranti altamente qualificati).

    A seguito di una richiesta formulata dalle autorità spagnole il 28 luglio 2011, la
    Commissione europea ha concesso alla Spagna di limitare fino al 31 dicembre 2012 l'accesso dei lavoratori rumeni a causa di gravi perturbazioni del mercato del lavoro nazionale.

    (febbraio 2012)

    Per saperne di più:

    Disposizioni transitorie in seguito all'allargamento (IT)

    Relazione della Commissione europea (IT)

    Libera circolazione dei lavoratori da e verso Bulgaria e Romania: come funziona nella pratica? (IT)

    Studio sull'impatto della mobilità dei lavoratori in seguito all'allargamento (EN)

    Casi studio nazionali (EN)

     
     
     

     
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