Il finanziamento della protezione sociale nei paesi dell’Unione europea
Un nuovo Dossier d'approfondimento a cura dell'Osservatorio analizza come, nei diversi paesi dell’Ue, il finanziamento della protezione sociale viene ripartito fra fondi pubblici, contributi sociali a carico del lavoro e altre forme di prelievo a carico di redditi diversi.
Nell’Europa dei 15 i fondi pubblici coprono circa il 40% dei costi totali della protezione sociale, e in alcuni casi anche oltre il 50% (in Danimarca, ad esempio, tramite l’imposizione fiscale, i finanziamenti pubblici sostengono circa il 63% dei costi totali della protezione sociale).
Nei 12 paesi dell’allargamento la quota mediamente a carico dello Stato è invece del 32%. In ambo i casi le differenze tra paesi sono considerevoli.
Un approfondimento particolare viene dedicato ai sistemi di prelievo contributivo a carico di datori e lavoratori dipendenti in Belgio, Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Spagna e Svezia.
L’eterogeneità dei diversi sistemi, come vedremo, è tale da non permettere un raffronto di tipo diretto, poiché, oltre alle aliquote contributive, è l’intera struttura dei prelievi che differisce in maniera talvolta radicale da un paese all’altro. Ma dall’analisi emergono comunque diverse informazioni interessanti.
In Belgio, ad esempio, per le indennità di disoccupazione, vengono effettuati dei prelievi speciali sulle imprese che occupano lavoratori a tempo parziale involontario. In Germania le prestazioni familiari sono totalmente a carico della fiscalità generale. Nel Regno Unito, oltre alle prestazioni familiari, sono totalmente finanziate dalla fiscalità generale le prestazioni della disoccupazione, degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali. In Spagna i contributi a carico dei datori per la disoccupazione variano in funzione del rischio legato alla durata del contratto: 5,50% per un lavoratore assunto a durata indeterminata, 6,70% se il dipendente è a durata determinata full time, 7,70% se questi è a durata determinata part time.
(Novembre 2009)
Per saperne di più: Dossier d'approfondimento a cura dell'Osservatorio  |