Cerca nel sito
 
Lunedì 20 Febbraio 2017 09:40
  homepage

Lavoro a tempo determinato. Contrario al diritto UE se fa fronte a esigenze durature e permanenti

Con una sentenza del 14 settembre 2016 (causa C-16/15 María Elena Pérez López / Servicio Madrileño de Salud), la Corte di giustizia dell’Unione europea ha ricordato e confermato che il rinnovo di più contratti a tempo determinato per far fronte ad esigenze permanenti e durature dell’azienda, nonostante l’esistenza di un deficit strutturale di posti, è contrario ad diritto dell’UE, e precisamente all’Accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che compare in allegato alla direttiva 1999/70, del 28 giugno 1999.

La causa ha origine da un contenzioso tra la sig.ra María Elena Pérez López e l’ospedale universitario di Madrid (Servicio Madrileño de Salud) presso il quale la signora è stata assunta in qualità di infermiera per il periodo tra il 5 febbraio e il 31 luglio 2009.

La sua nomina era giustificata dalla «realizzazione di specifici servizi di natura temporanea, congiunturale o straordinaria». La nomina della sig.ra Pérez López è stata rinnovata sette volte, mediante contratti a tempo determinato redatti in modo identico. Fino a quando, nel 2013, la sig.ra Pérez López è stata informata che il suo rapporto di lavoro sarebbe terminato.

La sig.ra Pérez López ha proposto ricorso avverso la decisione volta a mettere fine al suo rapporto di lavoro. A suo parere, le sue successive nomine non avevano quale scopo quello di rispondere ad un bisogno congiunturale o straordinario dei servizi sanitari, ma corrispondevano, in realtà, ad un’attività permanente.

Investito di tale ricorso, il Tribunale amministrativo n. 4 di Madrid (Juzgado de lo Contencioso Administrativo n. 4 di Madrid) ha chiesto alla Corte di giustizia se la normativa spagnola che permette il rinnovo di contratti a tempo determinato nell’ambito dei servizi sanitari sia contraria all’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, accordo in forza del quale gli Stati membri devono introdurre misure per prevenire gli abusi che risultano dall’utilizzo di una successione di contratti a tempo determinato e per evitare così la precarizzazione della situazione dei lavoratori dipendenti.

Il 14 settembre 2016 la Corte ha stabilito che il diritto dell’Unione è contrario ad una normativa nazionale che permette il rinnovo di contratti a tempo determinato per far fronte ad esigenze provvisorie mentre, in realtà, tali esigenze sono permanenti.

La Corte ricorda, anzitutto, che l’accordo quadro impone agli Stati membri di prevedere nella loro normativa, al fine di prevenire l’utilizzo abusivo di contratti a tempo determinato, mediante ogni mezzo di loro scelta, almeno uno dei tre seguenti punti: 1) le ragioni obiettive mediante le quali il rinnovo dei contratti a tempo determinato può essere giustificato, 2) la durata massima complessiva per la quale tali contratti possono essere successivamente conclusi, e 3) il numero di rinnovi possibili di tali contratti.

Nel caso della sig.ra Pérez López, le nomine successive di cui la stessa è stata oggetto non sembrano costituire mere esigenze provvisorie del datore di lavoro. Un tale rinnovo di contratti a tempo determinato comporta una situazione di precarietà di cui la sig.ra Pérez López non è stata l’unica a soffrire tenuto conto del deficit strutturale di personale di ruolo nel settore della sanità della regione madrilena.

La Corte ha, inoltre, pronunciato due ulteriori sentenze relative all’utilizzo dei contratti a tempo determinato in Spagna (vale a dire, da una lato, una sentenza nelle cause riunite C-184/15, Florentina Martínez Andrés/Servicio Vasco de Salud, e C-197/15, Juan Carlos Castrejana López/Ayuntamiento de Vitoria, e, dall’altro lato, una sentenza nella causa C-596/14, Ana de Diego Porras/Ministerio de Defensa).

La Corte precisa che le autorità nazionali devono prevedere misure adeguate sufficientemente efficaci e dissuasive al fine di evitare e sanzionare gli abusi constatati tanto per i contratti a tempo determinato sottoposti alle norme di diritto del lavoro quanto per quelli sottoposti al diritto amministrativo.

(Carlo Caldarini, Bruxelles, Settembre 2016)

 

Per saperne di più:

Comunicato stampa della Corte di Giustizia (in italiano)

Dispositivo integrale della sentenza (in italiano)


 
 

 
Rue de la Loi 26/20 - 1040 Bruxelles Tel. +32 2 2335432
 

Copyright © 2005 www.osservatorioinca.org - Tutti i diritti riservati - powered by creasiti.com mappa del sito