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Martedì 06 Gennaio 2009 09:59
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 SENTENZE

 
 

In questa sezione del sito troverete una selezione delle più importanti sentenze della Corte di Giustizia europea in materia di protezione sociale, diritto del lavoro e libera circolazione dei lavoratori.

Fonte: http://curia.eu.int/it/content/juris/index.htm

 

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I dipendenti a tempo determinato del settore pubblico godono degli stessi diritti di quelli a tempo indeterminato, in particolare per quanto concerne retribuzione e contributi previdenziali.

 

Viola il diritto comunitario la norma dei Paesi Bassi che subordina il rilascio del permesso di soggiorno ai cittadini di altri Stati dell'Unione che non lavorano o sono in pensione alla prova di avere sufficienti risorse per vivere.

 
Il calcolo della pensione di vecchiaia di un cittadino comunitario si fa conteggiando, in maniera omogenea, gli anni del lavoro svolto in qualunque Stato UE.
 
La direttiva comunitaria relativa al distacco dei lavoratori può ostare al fatto che un appalto pubblico sia subordinato al rispetto delle retribuzioni di un contratto collettivo vigente nel luogo dell'esecuzione della prestazione
 

Il fatto che un cittadino turco sia stato autorizzato a entrare nel territorio di uno Stato membro in qualità di persona alla pari o di studente non può privare quest’ultimo della qualifica di «lavoratore» né ostare al suo inserimento nel regolare mercato del lavoro.

 

Il pagamento di una pensione di vecchiaia a sfollati di nazionalità o di origine tedesca non può essere rifiutato in ragione della loro residenza in un altro stato membro. La Corte dichiara incompatibile con la libera circolazione delle persone l’autorizzazione concessa alla Germania di subordinare il computo di periodi contributivi maturati al di fuori del territorio della Repubblica federale alla condizione che il beneficiario vi risieda.

 

Gli  Stati membri non sono obbligati a finanziare essi stessi le prestazioni di vecchiaia previste da regimi di previdenza complementare in caso di insolvenza del datore di  lavoro  (Regno Unito).

 

Costituisce una restrizione alla libera prestazione dei servizi l’azione collettiva condotta dal  sindacato Svedese dei lavoratori delle costruzioni contro il prestatore di servizi straniero (Laval) ad avviare trattative sulle retribuzioni e a sottoscrivere un contratto collettivo.

 

Il calcolo del «guadagno medio»  deve essere compiuto considerando la retribuzione che l’interessato avrebbe ragionevolmente potuto percepire, tenuto conto dell’evoluzione della sua carriera professionale, se avesse continuato a svolgere la sua attività nello Stato membro a cui appartiene l’istituzione competente.

 

Le disposizioni del diritto lussemburghese sulle conoscenze linguistiche che devono possedere gli avvocati europei per poter essere iscritti ad un foro sono in contrasto con il diritto comunitario.

 
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