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Domenica 05 Febbraio 2012 15:54
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    Da qui è possibile accedere a tutte le notizie finora pubblicate sulla prima pagina del nostro sito.
     


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    Secondo uno studio della Commissione la contrattazione collettiva riduce le divergenze di retribuzione tra uomini e donne e la povertà dei lavoratori. Un aumento del 10% del tasso di sindacalizzazione porta ad una riduzione delle diseguaglianze salariali del 2%, mentre un aumento del 10% della copertura dei contratti collettivi è porta a una riduzione della povertà dello 0,5%.

     

    L'UE ha avviato una nuova campagna di sensibilizzazione ai diritti sociali che trae ispirazione dal “Circo sociale”, un movimento di indirizzo pedagogico che utilizza le arti circensi come strumento per aiutare i giovani con problemi sociali. Molti cittadini europei non esercitano infatti i loro diritti, poiché non li conoscono o perché le istituzioni sono troppo lontane. 

     
    All’Italia 71 milioni di euro dal Fondo Europeo Rimpatri e 96 milioni dal Fondo Europeo per l’Integrazione. Serviranno per la mappatura delle principali comunità di migranti in Italia e per identificare gli eventuali immigrati irregolari, per il rimpatrio volontario assistito e il reinserimento di gruppi vulnerabili, per l'organizzazione di voli charter di rimpatrio, per programmi di integrazione per i giovani, per un portale multilingue sull'immigrazione e per migliorare l'accesso dei migranti al mercato del lavoro del paese di origine.
     

    Alla riunione informale dei ministri europei dell'occupazione e degli affari sociali, che si è tenuta a Luhačovice il 23-24 gennaio 2009, la Presidenza ceca ha annunciato la sua volontà di ottenere un accordo con il Parlamento europeo sulla direttiva sull'orario di lavoro. La procedura si annuncia però difficile e i pareri degli Stati membri sugli emendamenti approvati dal Parlamento europeo il 17 dicembre scorso divergono in molti aspetti, in particolare nei settori delle cure sanitarie, dei trasporti e della protezione anti-incendio.

     
    Da due anni la Commissione europea tenta d'accordare una deroga che permetterebbe ad alcune imprese di continuare ad importare l'amianto in tutta l'Unione europea, senza alcun limite di tempo definito. L'estensione di questa deroga, che costituisce una rimessa in discussione della Direttiva europea 1999/77 che ha proibito l'uso dell'amianto in Europa dal 1 gennaio 2005, è il risultato di un lavoro di pressione della multinazionale Dow Chemical, sostenuta da Solvay.
     

    Grecia, Spagna, Ungheria e Portogallo hanno eliminato le restrizioni all'accesso dei lavoratori bulgari e rumeni al loro mercato del lavoro. Questi quattro paesi si allineano così agli altri dieci Stati membri dell'Unione europea che avevano già aperto le frontiere ai lavoratori della Bulgaria e della Romania: Finlandia, Svezia, Repubblica ceca, Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovenia e Slovacchia. Mantengono invece le restrizioni alla libera circolazione gli altri undici Stati membri, tra cui l'Italia.

     
    Circa 735.000 persone hanno acquisito nel 2006 la cittadinanza di uno Stato membro dell’UE, un fenomeno in lenta ma costante crescita in questo decennio: 722.000 nel 2005, 647.000 nel 2003, 483.000 nel 1998. L’Italia si situa soltanto al 20° posto della graduatoria, con appena 0,6 concessioni di nazionalità per 1.000 abitanti, ben al di sotto della media dell’UE, che è di 1,5 ogni 1.000 abitanti.
     
    Secondo la Commissione europea, alcuni aspetti della legislazione in vigore in Italia sono in conflitto con la direttiva 2004/38/CE sulla libera circolazione. I diritti di residenza non possono infatti essere negati "per il solo fatto che un membro di famiglia sia entrato illegalmente nello Stato membro". Inoltre Italia e Finlandia sono i soli paesi che prevedono espulsioni automatiche quando i cittadini dell’UE hanno commesso un crimine di una certa gravità. La Commissione europea critica infine l'Italia per la legge che aumenta la durata della detenzione per i reati commessi da persone che stanno soggiornando illegalmente.
     
    Secondo la Corte di Lussemburgo, il regime pensionistico gestito dall’INPDAP è da considerarsi come un "regime professionale" ed è stata quindi dichiarata discriminatoria la normativa in forza della quale i dipendenti pubblici hanno diritto a percepire la pensione di vecchiaia in età diversa a seconda se siano uomini o donne.  Un nuovo dossier dell'Osservatorio spiega cosa dice esattamente la sentenza del 13 novembre 2008, e mostra come un eventuale intervento legislativo del Governo non debba necessariamente mirare all'innalzamento dell'età pensionabile delle donne.
     
    Rapporto ILO sui salari nel mondo: la crisi economica mondiale produrrà nel 2009 tagli dolorosi ai salari di milioni di lavoratori nel mondo. Saranno colpiti soprattutto i salari bassi e le famiglie più povere. Ma anche classi medie saranno seriamente danneggiate. E resta grande il divario di retribuzione tra uomini e donne.
     
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