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Domenica 05 Febbraio 2012 15:54
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    Da qui è possibile accedere a tutte le notizie finora pubblicate sulla prima pagina del nostro sito.
     


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    Il Consiglio dell'Ue ha adottato il 25 maggio la direttiva sulla "Carta blu europea" che tende a facilitare le condizioni d'entrata e di soggiorno dei cittadini di paesi terzi chiamati a svolgere un'occupazione particolarmente qualificata.

    La direttiva crea una procedura accelerata per il rilascio di un permesso di soggiorno speciale  (la carta blu europea) che permetterà ai suoi titolari di accedere più facilmente al mercato del lavoro e di beneficiare di una serie di diritti socioeconomici, di condizioni favorevoli per il ricongiungimento familiare e per gli spostamenti all'interno dell'Ue.

     

    Il Consiglio dell'Ue ha adottato una direttiva che proibisce l'impiego di cittadini di paesi terzi in soggiorno irregolare e fissa norme minime comuni che riguardano le sanzioni e le misure applicabili negli Stati membri contro i datori di lavoro che infrangono questo divieto. Le nuove norme sono destinate a porre fine agli abusi commessi dai datori di lavoro "poco scrupolosi" che concludono dei contratti di lavoro con persone in soggiorno irregolare .

     
    L’invecchiamento della popolazione determinerà nei prossimi anni un aumento dei trasferimenti e dei servizi pubblici. Le differenze sono però notevoli tra un paese e l'altro. L’incremento della spesa pubblica sarà molto significativo (almeno 7% del PIL) in nove Stati membri dell’UE e più moderato (4% o meno) in altri dieci, tra cui l'Italia.
     

    Alla vigilia delle elezioni europee la commissione Diritti delle donne del Parlamento europeo rilancia la proposta della Commissione europea sui congedi di maternità, chiedendo 20 settimane di congedo obbligatorio. Ma il testo è stato inviato nuovamente alla commissione parlamentare per un riesame. Di conseguenza sarà il Parlamento risultante dalle prossime elezioni di giugno a trattare la questione.

     

    Belgio e Danimarca hanno deciso di aprire i loro mercati ai lavoratori dei nuovi Paesi dell'Est Europa. Soltanto Germania e Austria continueranno ad applicare le norme restrittive fino al 30 aprile 2011. La mobilità creata dall’allargamento ha prodotto una crescita del PIL dell’Ue dello 0,2%.

     
    Sotto la pressione delle grandi lobby industriali, l’Europa concede ancora una deroga all’uso delle fibre d’amianto negli impianti di alcune industrie chimiche. Le multinazionali dell’amianto cantano vittoria. Un nuovo Dossier dell'Osservatorio, che apparirà anche sul prossimo numero del Notiziario INCA, spiega perché la salute di molti lavoratori viene messa a rischio, in cambio di un vantaggio economico davvero irrisorio su scala internazionale.
     
    Secondo il Ministro della pubblica istruzione Mariastella Gelmini, non è vero che in Italia si spende poco per l’istruzione, anzi siamo tra i primi d’Europa! Stando invece ai dati Eurostat, con una spesa per l’istruzione pari al 4,4% del PIL, l'Italia si situa al 21° posto tra i paesi UE, subito dopo la Bulgaria (4,5%).
     
    La spesa pensionistica italiana, dice Bruxelles, “resta ancora tra le più elevate nell'UE” e, per garantire la sostenibilità di lungo periodo del sistema, potrebbero “essere considerate misure addizionali”, tra cui anche “un ulteriore aumento dell’età pensionabile, in particolare per le donne. Ma negli stessi giorni, la Commissione ha pubblicato anche la sua Relazione 2009 sulla protezione e l’inclusione sociale, nella quale vengono sollevati tutta una serie di altri rilievi alle politiche sociali del nostro paese...
     

    Secondo la Commissione europea, la crisi economica avrà effetto anche sulle pensioni e i più colpiti saranno gli schemi a contribuzione definita. L’Italia ha meno da temere sul fronte fondi pensione, vista la scarsa adesione alla previdenza integrativa. La sfida principale per l’Italia deve però consistere nel garantire pensioni adeguate ai futuri pensionati.

     
    Responsabile ogni anno di 100.000 decessi nel mondo, l'amianto è ufficialmente vietato nell'Unione europea dal 2005. Tuttavia l'industria dell’amianto crisotilo ha ricevuto un’inaspettata buona notizia: la Commissione europea renderà “più elastiche” le norme che disciplinano l'utilizzo di questa sostanza nociva su tutto il territorio dell’UE.
     
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