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Domenica 05 Febbraio 2012 13:42
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    Da qui è possibile accedere a tutte le notizie finora pubblicate sulla prima pagina del nostro sito.
     


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    I ministri delle politiche sociali hanno raggiunto un accordo sul progetto di direttiva che formalizzerà il nuovo accordo quadro sul congedo parentale, rendendolo legislazione obbligatoria per tutti gli stati membri. Le nuove norme, che entreranno in vigore nel 2012, stabiliscono regole minime per il congedo parentale, con l'obiettivo di contribuire ad una migliore conciliazione tra lavoro e vita familiare e promuovere la parità tra uomini e donne nel mercato del lavoro.

     

    La Valletta ospiterà il nascente Ufficio europeo incaricato di aiutare i paesi dell'Europa meridionale nell'esame delle domande di asilo degli immigrati che sbarcheranno sulle loro coste. Il nuovo Ufficio dovrà fornire un aiuto operativo a tutti gli stati europei, soprattutto laddove si verifica una maggiore affluenza di profughi.  Dovrà inoltre prestare un supporto tecnico e scientifico per far progredire la politica e la legislazione in materia d’asilo dei vari stati membri.

     

    Un nuovo dossier dell’Osservatorio analizza come, nei diversi paesi dell’Ue, il finanziamento della protezione sociale viene ripartito fra fondi pubblici, contributi sociali a carico del lavoro e altre forme di prelievo a carico di redditi diversi. Un approfondimento particolare viene dedicato ai sistemi di prelievo contributivo a carico di datori e lavoratori dipendenti in Belgio, Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Spagna e Svezia.

     
    Il medievale borgo di Bertinoro, in provincia di Forlì, ha ospitato anche quest’anno le Giornate per l’Economia Civile.  Argomento principale, la crisi che ha investito l’economia ed il mondo finanziario, ma anche la società e il modello di welfare state tradizionale. Un’enfasi particolare sul ruolo, reale e potenziale, svolto dal cosiddetto terzo settore.
     
    Un nuovo dossier dell'Osservatorio analizza e spiega i risultati dell'indagine sulle forze di lavoro, pubblicata in questi giorni da Eurostat, dedicata in particolare ai rischi per l'incolumità e per la salute dei lavoratori dell'Unione europea.
     
    20% della popolazione italiana è a rischio povertà rispetto a una media Ue del 17%. Lo indica un rapporto della Commissione Ue. Il rischio povertà tra chi ha un lavoro è del 10% (8% media Ue). Tra i settori più vulnerabili chi ha un contratto a termine (19% in Italia, 13% in Ue). In Italia gli ammortizzatori sociali riducono la povertà nella misura del 17%. In Svezia del 60%, Francia 50%, Belgio 48%, Germania al 40%.
     

    Eurostat, ha reso noti i dati trimestrali (aprile-giugno 2009) delle domande d’asilo e delle relative decisioni nei 27 paesi dell’UE. Rispetto allo scorso anno, le richieste di asilo verso l’UE sono aumentate in media del 5%, con forti differenze tra paesi. In Belgio le domande sono cresciute in dodici mesi del 32%, in Grecia del 95%. Nel medesimo periodo quelle verso l’Italia sono diminuite del 70% e quelle verso la Spagna del 40%. Considerando che Malta ha soltanto 400mila abitanti, riceve un numero di domande d’asilo 15 volte più grande di quello dell’Italia e 86 volte quello della Spagna.

     

    Le disparità di retribuzione tra laureati e non laureati continuano ad allargarsi. L’analisi dell'OCSE mostra infatti che i benefici di una formazione universitaria si riflettono poi nella vita, sotto forma di salari più alti, migliori condizioni di salute e di lavoro, rischio minore di disoccupazione. I dati OCSE mostrano che anche i bilanci del governo e l'economia nel suo complesso traggono vantaggi dal crescente numero di laureati.

     
    La Commissione europea ha messo a punto un “Programma comune di reinsediamento UE” volto al reinsediamento in uno Stato membro dell’UE dei rifugiati provenienti da Paesi terzi . Gli Stati che accetteranno di partecipare riceveranno dall’UE circa 4000 euro di contributi per persona accolta.
     
    Una spesa maggiore per i bambini più piccoli è in grado di generare cambiamenti positivi e condizioni più eque per i più svantaggiati. Questo l’invito contenuto nel primo rapporto sul "benessere dei bambini" pubblicato dall’Ocse, che ricorda anche come "l’Italia spende per i bambini piccoli  molto meno della media Ocse e la metà di quanto speso per le fasce di età più alte".
     
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