Le disparità di retribuzione tra laureati e non laureati continuano ad allargarsi. L’analisi dell'OCSE mostra infatti che i benefici di una formazione universitaria si riflettono poi nella vita, sotto forma di salari più alti, migliori condizioni di salute e di lavoro, rischio minore di disoccupazione. I dati OCSE mostrano che anche i bilanci del governo e l'economia nel suo complesso traggono vantaggi dal crescente numero di laureati.
La Commissione europea ha messo a punto un “Programma comune di reinsediamento UE” volto al reinsediamento in uno Stato membro dell’UE dei rifugiati provenienti da Paesi terzi . Gli Stati che accetteranno di partecipare riceveranno dall’UE circa 4000 euro di contributi per persona accolta.
Una spesa maggiore per i bambini più piccoli è in grado di generare cambiamenti positivi e condizioni più eque per i più svantaggiati. Questo l’invito contenuto nel primo rapporto sul "benessere dei bambini" pubblicato dall’Ocse, che ricorda anche come "l’Italia spende per i bambini piccoli molto meno della media Ocse e la metà di quanto speso per le fasce di età più alte".
La Commissione europea ha pubblicato una tabella di marcia per la messa a punto di nuovi indicatori ambientali e sociali in grado di misurare il benessere e il progresso reali delle nazioni, superando il tradizionale indicatore economico del PIL. Le politiche nazionali e comunitarie potranno così essere valutate, secondo la Commissione europea, sulla base della loro capacità o meno di raggiungere i suddetti obiettivi e di migliorare il benessere dei cittadini europei.
Secondo una proposta della Commissione europea, uscita oggi (1/9/2009) su alcune agenzie europee di stampa grazie ad una fuga di notizie, gli Stati membri dell’Ue dovrebbero dichiarare in anticipo quante persone sarebbero pronti ad ammettere ogni anno, piuttosto che assumere le decisioni caso per caso, come con la recente accettazione dei rifugiati iracheni dalla Siria e dalla Giordania. E i Paesi potrebbero ricevere fondi Ue per le politiche in favore dei rifugiati.
La nuova proposta di direttiva sui congedi parentali conferirà valore giuridico all'accordo quadro in materia di congedo parentale concluso il 18 giugno 2009 dalle parti sociali europee a livello intersettoriale. L'accordo riveduto estende da tre a quattro mesi il diritto individuale dei lavoratori di entrambi i sessi al congedo parentale e introduce vari miglioramenti e chiarimenti relativi all'esercizio di tale diritto.
La Commissione europea ha adottato nei giorni scorsi gli orientamenti per una migliore applicazione della Direttiva 2004/38/CE, relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri. Tre gli argomenti trattati: diritti di ingresso e soggiorno, limitazione del diritto alla libera circolazione per motivi di sicurezza e ordine pubblico, matrimoni fittizi e altri tipi di abusi e frodi.
Dopo aver verificato la conformità delle disposizioni legislative nazionali alla direttiva 2002/73/CE sulla parità di trattamento tra uomini e donne, la Commissione ha iniziato procedimenti per infrazione nei confronti di 22 Stati membri. Il numero dei procedimenti è poi salito a 25 in seguito a vari reclami da parte di cittadini. Le disposizioni legislative di alcuni Stati membri sono state in seguito allineate alla direttiva e i procedimenti conclusi.
Secondo il Vicepresidente della Commissione europea Barrot, anche i cittadini dell'Unione europea, ad esempio rumeni, bulgari e rom, sono nel mirino del nuovo "pacchetto sicurezza" approvato dal Parlamento italiano. Ma non può essere applicabile al cittadino comunitario una legge che prevede un aumento della pena per l’immigrazione in situazione irregolare, né l'espulsione automatica in caso di condanna a oltre due anni di detenzione.
Il 20 luglio prossimo entra in vigore la Direttiva europea 2009/52 del 18 giugno 2009 che introduce sanzioni e provvedimenti contro i datori di lavoro che impiegano cittadini di paesi terzi non in regola con il permesso di soggiorno. Gli Stati membri hanno due anni di tempo per adottare le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla direttiva.