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    Da qui è possibile accedere a tutte le notizie finora pubblicate sulla prima pagina del nostro sito.
     


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    La Commissione europea chiede all'Italia di versare alcune prestazioni familiari previste dalla regione Trentino-Alto Adige e dalla provincia di Bolzano a lavoratori che lavorano nella suddetta regione e nella suddetta provincia, ma vivono in Austria. Il rifiuto delle autorità italiane di versare tali prestazioni ai lavoratori transfrontalieri si basa sul fatto che tali lavoratori non risiedono nel Trentino-Alto Adige o a Bolzano.

     

    La recessione economica ha reso la condizione dei giovani in Europa ancora più grave. Tra i 16 e il 24 anni il tasso di disoccupazione è doppio rispetto a quello registrato nella popolazione totale ed aumentano i giovani non studenti, non occupati e non i formazione.  Tra tutti i paese dell'Ue, l'Italia ha il più basso livello d'occupazione dei giovani laureati: 23%. In Finlandia è del 85%.

     

     

    Ad un anno di distanza dall’entrata in vigore dei nuovi regolamenti sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale in Europa, la presidenza ungherese dell’Ue ha convocato a Gödöllő (Budapest) i principali attori coinvolti nel processo decisionale e di implementazione dei nuovi regolamenti, per dare nuovo impulso al dialogo sul coordinamento, partendo dall’osservazione diretta della sua applicazione durante l’ultimo anno. Gli attori sindacali erano rappresentati da Henri Lourdelle, consigliere della Ces, e da Carlo Caldarini, direttore dell'Osservatorio per le politiche sociali in Europa, dell'Inca Cgil.

     

    Sono disponibili sul portale dell’Osservatorio i materiali di lavoro dei primi due Atelier transnazionali del progetto europeo Tesse, svoltisi a Bruxelles il 24-25 febbraio 2011 (I nuovi regolamenti europei sul coordinamento della sicurezza sociale) e  a Berlino il 9-10 giugno 2011 (Migrazioni e libera circolazione in Europa).

     

    I Ministri dell’Occupazione e degli affari sociali dell’Ue, riunitisi il 17 giugno scorso a Lussemburgo per il Consiglio Epsco, hanno di fatto messo in stallo - Regno Unito e Germania in testa -  la proposta di direttiva europea sulle lavoratrici in stato di gravidanza, nella speranza che la Commissione decida di abbandonare definitivamente il progetto.

     

    I rappresentanti dei governi, delle organizzazioni dei datori di lavoro e dei sindacati presenti alla 100ª Conferenza annuale dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro (Ilo) hanno adottato un insieme di norme internazionali volte a migliorare le condizioni di lavoro di decine di milioni di lavoratrici e lavoratori domestici in tutto il mondo. L'Italia ha votato a favore della Convenzione, ma questo non significa che il paese la ratificherà nell'immediato. La nuova Convenzione, infatti, è un trattato vincolante soltanto per gli Stati membri che la ratificheranno.

     

    Martedì 22 marzo, in una conferenza stampa con Susanna Camusso, è stato presentato il Manifesto per un welfare del XXI secolo redatto dalla Rivista delle politiche sociali. Obiettivo del Manifesto è rivendicare la persistente necessità dello stato sociale anche per questo secolo, dando vita ad un largo movimento di opinione impegnato sia alla difesa di una prospettiva di welfare pubblico di cittadinanza sia all'individuazione di possibili interventi.

     
    Secondo l’Ocse, per tenere il passo con il previsto aumento della speranza di vita fino al 2050, l'età pensionabile effettiva dovrebbe crescere circa fino a 66,5 anni. Il rapporto dell’Ocse esamina anche gli atteggiamenti ostili nei confronti dei lavoratori più anziani. Nel capitolo dedicato all’Italia si mette in evidenza come il nostro Paese sia il secondo più anziano dal punto di vista demografico dopo il Giappone. Secondo l’Ocse, il contesto demografico è il motore principale del livello elevato di spesa pensionistica di vecchiaia e superstiti in Italia. Per garantire il successo delle riforme pensionistiche è fondamentale migliorare i tassi di partecipazione dei lavoratori di età superiore ai 60 anni.
     
    Secondo Eurofound, lo stress legato al lavoro è in aumento nell'Ue a causa della sempre più complessa organizzazione aziendale e decisionale. Questo provoca effetti dannosi per la salute, soprattutto malattie cardiovascolari e problemi di salute mentale. Eurofound sostiene anche lo stress non è causato dal solo lavorare, ma da esigenze contrastanti che gravano sulle persone, nella loro vita lavorativa e non. Quasi il 60% dei lavoratori europei devono lavorare a ritmi molto elevati per almeno un quarto dell'orario di lavoro.
     
    La Commissione europea ha inviato un parere motivato alla Spagna per il mancato rispetto della normativa europea sul diritto alla sicurezza sociale per coloro che viaggiano in Europa. La procedura d’infrazione contro la Spagna riguarda, in particolare, le misure adottate nei confronti dei pensionati di altri paesi Ue, ai quali non viene riconosciuta, come invece avviene per i cittadini spagnoli, la gratuità dei medicinali.
     
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