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    Celebrata in tutto il mondo la Giornata mondiale per il lavoro dignitoso. Al centro di ogni iniziativa, quattro rivendicazioni principali: il rispetto delle Convenzioni internazionali; uguali opportunità e diritti e una retribuzione adeguata; la salute e la sicurezza sul lavoro; la libertà d’organizzazione e di contrattazione collettiva.

     

    La Commissione europea ha presentato una serie di principi comuni destinati agli Stati membri, per orientare le strategie nazionali di inclusione attiva delle persone escluse dal mercato del lavoro e di lotta alla povertà. Tre gli aspetti chiave: sussidi adeguati a livello del reddito, mercati del lavoro che favoriscano l’inserimento, accesso a servizi di buona qualità.

     

    Secondo alcuni esperti della Commissione europea, esisterebbero le ragioni tecniche ed economiche per autorizzare ancora alcune applicazioni industrali basate sull'uso dell'amianto. Eppure ancora oggi questa sostanza rappresenta il principale agente cancerogeno sul luogo di lavoro: nei paesi industrializzati dell’Europa, dell’America del nord e del Giappone, si registrano ogni anno circa 20.000 morti per cancro al polmone e 10.000 casi di mesotelioma dovuti all’amianto.

     

    Dopo una carriera professionale difficile e frammentata, le donne devono fare i conti con delle legislazioni sociali che le penalizzano ancora rispetto agli uomini. Ad esempio, secondo i dati Eurostat una pensione vale in media il 54% dell'ultimo salario se il pensionato è un uomo e il 50% se si tratta di una donna. In Italia la differenza è ancora maggiore: 64% per gli uomini e 46% per le donne. 

     

    I paesi che investono maggiormente nelle politiche sociali (Svezia, Francia, Danimarca, Belgio, Germania, Austria e Paesi Bassi) spendono per i sistemi di welfare tra il 28% e il 32% del PIL, ossia almeno il doppio di paesi come Lettonia, Estonia, Lituania, Romania e Bulgaria. L'Italia è al 10° posto, con una spesa del 26% e crescita zero rispetto al 2003.

     
    Ogni anno nei paesi dell'Unione europea 5.700 persone muoiono a causa di incidenti sul lavoro e altre 159.500 perdono la vita a causa di malattie professionali. Ogni tre minuti e mezzo nell'UE si registra un decesso per cause legate all'attività lavorativa. La maggioranza di questi incidenti e malattie può essere prevenuta e il primo passo in tal senso è una valutazione dei rischi.
     

    Sono disponibili sul portale dell’Osservatorio, in lingua italiana, le conclusioni del Consiglio europeo tenutosi a Bruxelles il 19-20 giugno 2008. Tra i principali argomenti trattati: Trattato di Lisbona, politiche per la migrazione e l’asilo, libera circolazione, direttive europee sull'orario di lavoro e sui lavoratori temporanei, popolazione Rom, salute e speranza di vita, rialzo dei prezzi dei prodotti alimentari e del petrolio, cambiamenti climatici e energetici,  Balcani Occidentali, obiettivi di sviluppo del Millennio, relazioni con i paesi mediterranei.

     

    La Commissione europea presenta un pacchetto di 19 iniziative che costituiranno l'Agenda sociale europea rinnovata. Queste priorità: Preparare al domani i bambini e i giovani; Investire in risorse umane e gestire il cambiamento; Consentire vite più lunghe e più sane; Combattere la discriminazione; Rafforzare gli strumenti; Orientare le priorità a livello internazionale; Combattere povertà ed esclusione sociale.

     

    Il Parlamento europeo sollecita una direttiva di ampia portata che difenda contro tutti i tipi di discriminazione senza fare nessuna gerarchia. Chiede anche la piena attuazione delle direttive esistenti, auspica una definizione comune per la disabilità, una maggiore tutela nelle procedure di assunzione e si rammarica delle eccezioni che limitano la tutela dalle discriminazioni fondate sull'orientamento sessuale nel campo dello stato civile. Per i Rom, aggiunge, occorre una protezione sociale specifica.

     
    Con un dibattito presso il Parlamento europeo, presieduto dal suo presidente Pierre Jonckheer, l’Osservatorio Sociale Europeo (OSE) ha presentato il nono rapporto annuale sul “Bilancio Sociale dell’Unione Europea 2007”. L'attenzione è stata posta quest'anno sui temi del cambiamento climatico, dello sviluppo sostenibile, della finanza globale e della "flexicurity".
     
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