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Venerdì 03 Settembre 2010 19:28
BASE DATI PROTEZIONE SOCIALE IN EUROPA
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    Da qui è possibile accedere a tutte le notizie finora pubblicate sulla prima pagina del nostro sito.
     


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    La Commissione europea propone condizioni comuni di ingresso e soggiorno per i lavoratori stagionali provenienti da paesi terzi. Se il testo diverrà legge, una procedura speciale e semplificata per l'ingresso e il soggiorno dei lavoratori stagionali cittadini di paesi terzi ne definirà i diritti, e prevedrà incentivi alla migrazione circolare per impedire che il soggiorno temporaneo diventi permanente. La direttiva prevede che la durata massima della procedura di ammissione sia di 30 giorni, di modo da fornire un ingresso rapido della manodopera necessaria.
     

    Secondo il Libro verde, l'aumento della disoccupazione, il rallentamento della crescita, l'espansione del debito pubblico e la volatilità dei mercati finanziari hanno reso più difficile far fronte alle promesse pensionistiche. L'adeguatezza delle future pensioni dipenderà pertanto sia dai rendimenti sui mercati finanziari, sia dalla possibilità offerta dai mercati del lavoro di carriere contributive più lunghe e con minori interruzioni. Secondo la Commissione europea, bisognerebbe posticipare l'uscita dal mercato del lavoro.

     
    Prime reazioni dei sindacati europei alle tesi sostenute dalla Commissione europea nel suo Libro verde sui sistemi pensionistici. Secondo Henri Lourdelle, "la diagnosi della Commissione europea è ben fatta, ma le risposte e le proposte sono assolutamente insoddisfacenti". Per John Monks, Segretario generale della Ces, "sarebbe più giusto e più utile affermare che i lavoratori anziani hanno il diritto di conservare il loro posto di lavoro fino all'età legale della pensione".
     
    Il 1 maggio 2010 è entrato in vigore il regolamento comunitario 987/09, che stabilisce le norme di attuazione del regolamento 883/2004 sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale. Sostituendo i precedenti regolamenti 1408/71 e 574/72, essi stabiliscono un nuovo sistema normativo per tutte le persone che si spostano all’interno dell’Unione europea.
     

    Un nuovo Dossier a cura dell’Osservatorio su Europa 2020: la nuova strategia dell’Ue per il prossimo decennio. Sostituisce la strategia di Lisbona, che si prefiggeva di trasformare l’Europa nell’economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo. Scarse e generiche le misure di carattere sociale. L’impressione è che l’agenda economica sia la vera priorità e che quella sociale sia ad essa subordinata

     

    Secondo un rapporto Eurostat pubblicato in questi giorni, nel corso del 2009 sono state quasi 261.000 le richieste di asilo pervenute complessivamente nei paesi dell’UE: mediamente 520 domande per milione di abitanti. Per quanto riguarda ll'Italia, 13.000 richieste di asilo in meno nel 2009. E' la conseguenza della politica dei respingimenti in Libia inaugurata dal Ministro Maroni, e condannata senza appello pochi giorni fa dal Comitato per la prevenzione della tortura del Consiglio d'Europa.

     

    La Commissione europea ha chiesto il parere delle parti sociali europee per un eventuale riesame delle regole in materia di orario di lavoro: è un primo passo dopo che, nell'aprile 2009, i tentativi di revisione della normativa esistente erano giunti a un punto morto. Secondo la Ces, l’orario di lavoro è di vitale importanza per tutti i lavoratori, soprattutto se la loro mansione può influenzare la vita degli altri, per esempio nelle professioni sanitarie e nei trasporti.

     

    La Commissione europea sollecita gli Stati membri a usare i fondi dell'UE ai fini dell'integrazione socioeconomica dei Rom. Assicurare a queste comunità l'accesso a posti di lavoro e a un'istruzione non segregati, ad alloggi e a servizi sanitari è essenziale per la loro inclusione. L'integrazione dei 10-12 milioni di Rom, una popolazione grande come quella del Belgio o della Grecia, costituisce una responsabilità comune degli Stati membri e delle istituzioni UE.

     

    Il Consiglio dell'Unione europea ha adottato la direttiva che porta da tre a quattro mesi la durata del congedo parentale cui hanno diritto i genitori lavoratori, di entrambi i sessi. Essa applica l'accordo quadro sui congedi parentali firmato dalle parti sociali europee il 18 giugno scorso. Gli Stati membri hanno ora due anni di tempo per recepire la nuova direttiva nelle loro legislazioni nazionali.

     

     
    Un nuovo Dossier a cura dell'Osservatorio analizza e sintetizza i principali risultati del rapporto Benchmarking Working Europe, dell’Istituto sindacale europeo, presentato in questi giorni a Bruxelles, che ogni anno verifica se e quali progressi sono stati compiuti in aree di interesse e rilevanza particolare per i sindacati e per lo sviluppo dell’Europa sociale in generale.
     
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