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Mercoledì 10 Marzo 2010 11:44
BASE DATI PROTEZIONE SOCIALE IN EUROPA
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    Da qui è possibile accedere a tutte le notizie finora pubblicate sulla prima pagina del nostro sito.
     


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    Un nuovo dossier dell'Osservatorio analizza gli effetti  che la crisi economica e finanziaria ha avuto sul mercato del lavoro, con particolare attenzione alla diminuzione dell’occupazione e all’aumento dei tassi di disoccupazione,  e gli strumenti di politica sociale messi in atto da parte dei governi di alcuni stati  membri per far fronte agli effetti sociali della recessione.
     

    Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell'UE la nuova direttiva europea 2009/148/CE del 30 novembre 2009 sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con un’esposizione all’amianto durante il lavoro. Sostituisce la precedente direttiva 83/477/CEE del 19 settembre 1983ed entrerà in vigore il 5 gennaio 2010.

     

    La Germania è il paese Ue con il maggior numero di cittadini stranieri: 7,3 milioni, pari al 8,8% della popolazione. Al quinto posto l’Italia: con 3,4 milioni di stranieri, 5,8% della popolazione totale. Italia in quarta posizione come paese di “emigrazione”. Gli stranieri che vivono in un paese dell’Ue sono infatti soprattutto turchi (2,4 milioni), marocchini (1,7 milioni), rumeni (oltre 1,6 milioni), italiani (1,3 milioni) e polacchi (1,2).

     

    I ministri delle politiche sociali hanno raggiunto un accordo sul progetto di direttiva che formalizzerà il nuovo accordo quadro sul congedo parentale, rendendolo legislazione obbligatoria per tutti gli stati membri. Le nuove norme, che entreranno in vigore nel 2012, stabiliscono regole minime per il congedo parentale, con l'obiettivo di contribuire ad una migliore conciliazione tra lavoro e vita familiare e promuovere la parità tra uomini e donne nel mercato del lavoro.

     

    La Valletta ospiterà il nascente Ufficio europeo incaricato di aiutare i paesi dell'Europa meridionale nell'esame delle domande di asilo degli immigrati che sbarcheranno sulle loro coste. Il nuovo Ufficio dovrà fornire un aiuto operativo a tutti gli stati europei, soprattutto laddove si verifica una maggiore affluenza di profughi.  Dovrà inoltre prestare un supporto tecnico e scientifico per far progredire la politica e la legislazione in materia d’asilo dei vari stati membri.

     

    Un nuovo dossier dell’Osservatorio analizza come, nei diversi paesi dell’Ue, il finanziamento della protezione sociale viene ripartito fra fondi pubblici, contributi sociali a carico del lavoro e altre forme di prelievo a carico di redditi diversi. Un approfondimento particolare viene dedicato ai sistemi di prelievo contributivo a carico di datori e lavoratori dipendenti in Belgio, Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Spagna e Svezia.

     
    Il medievale borgo di Bertinoro, in provincia di Forlì, ha ospitato anche quest’anno le Giornate per l’Economia Civile.  Argomento principale, la crisi che ha investito l’economia ed il mondo finanziario, ma anche la società e il modello di welfare state tradizionale. Un’enfasi particolare sul ruolo, reale e potenziale, svolto dal cosiddetto terzo settore.
     
    Un nuovo dossier dell'Osservatorio analizza e spiega i risultati dell'indagine sulle forze di lavoro, pubblicata in questi giorni da Eurostat, dedicata in particolare ai rischi per l'incolumità e per la salute dei lavoratori dell'Unione europea.
     
    20% della popolazione italiana è a rischio povertà rispetto a una media Ue del 17%. Lo indica un rapporto della Commissione Ue. Il rischio povertà tra chi ha un lavoro è del 10% (8% media Ue). Tra i settori più vulnerabili chi ha un contratto a termine (19% in Italia, 13% in Ue). In Italia gli ammortizzatori sociali riducono la povertà nella misura del 17%. In Svezia del 60%, Francia 50%, Belgio 48%, Germania al 40%.
     

    Eurostat, ha reso noti i dati trimestrali (aprile-giugno 2009) delle domande d’asilo e delle relative decisioni nei 27 paesi dell’UE. Rispetto allo scorso anno, le richieste di asilo verso l’UE sono aumentate in media del 5%, con forti differenze tra paesi. In Belgio le domande sono cresciute in dodici mesi del 32%, in Grecia del 95%. Nel medesimo periodo quelle verso l’Italia sono diminuite del 70% e quelle verso la Spagna del 40%. Considerando che Malta ha soltanto 400mila abitanti, riceve un numero di domande d’asilo 15 volte più grande di quello dell’Italia e 86 volte quello della Spagna.

     
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