Cerca nel sito
 
Domenica 05 Febbraio 2012 13:41
I TUOI DIRITTI IN...
PROGETTO TESSE
ARCHIVIO   
APPROFONDIMENTI
GIURISPRUDENZA
LEGISLAZIONE
DOCUMENTI
NUMERI
PUBBLICAZIONI
OPPORTUNITÀ
COLLEGAMENTI
CHI SIAMO
  •  
  •  
    User ID
    Password
       
    Nuovo Utente?
    Password dimenticata
  •  
      homepage

     ARCHIVIO

     
     
    Da qui è possibile accedere a tutte le notizie finora pubblicate sulla prima pagina del nostro sito.
     


    Pagina 1 di 20 1 2 3 4 5 6 Succ 

    Secondo Eurostat, le persone nate all'estero hanno più difficoltà ad essere assunte in funzione del loro livello di istruzione. Il tasso di sovra-qualificazione, che indica la percentuale di persone con un elevato livello d’istruzione ma il cui lavoro non corrisponde a quel livello è infatti del 19% tra i nativi e del 34% tra i nati all'estero. Anche il tasso di disoccupazione e il rischio di povertà sono maggiori tra le persone di origine straniera.

     

    La Commissione europea ha chiesto a Grecia, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi di recepire la nuova direttiva sui comitati aziendali europei. Se entro gennaio 2012 questi paesi non provvederanno a trasporre la direttiva, la Commissione potrà decidere di deferirli alla Corte di giustizia europea. In Grecia, Lussemburgo e Paesi Bassi la procedura di adozione è in corso, dall'Italia la Commissione non ha invece ricevuto nessuna informazione.

     

    I lavoratori dei paesi terzi che lavorano legalmente nell'Ue avranno diritti simili a quelli degli europei per quanto riguarda il lavoro, la pensione, e l'accesso ai servizi pubblici. La nuova direttiva sul "permesso unico", approvata il 13 dicembre scorso dal Parlamento europeo permetterà ai lavoratori dei paesi extracomunitari di ottenere il permesso di lavoro e quello di residenza attraverso un'unica procedura. Gli Stati membri hanno ora due anni di tempo per trasporre le nuove misure nelle loro legislazioni nazionali.

     
    La Commissione europea ha chiesto all'Italia di riconoscere le qualifiche ottenute in un altro Stato membro da stranieri che si candidano per posti di professore ordinario in Italia. Nelle selezioni per posti di professore ordinario, è prevista infatti in Italia una prova obbligatoria per coloro che hanno conseguito la qualifica di professore associato in un altro Stato membro. La Commissione ritiene che questo corrisponda a una discriminazione basata sulla cittadinanza, contraria alle norme Ue sulla libera circolazione dei lavoratori.
     
    Siamo lo Stato membro con il più lento processo di recepimento delle direttive europee, con il più alto numero di procedure d'infrazione in corso nel 2010, con il più alto numero di nuove procedure di infrazione aperte nel 2010 e con il maggior numero di procedure 2010 riportate, senza soluzione, al 2011.
     
    La Commissione europea ha avviato un’indagine approfondita in base alle norme Ue in materia di aiuti di Stato per stabilire se l’esenzione dall’imposta comunale sugli immobili concessa dall’Italia per gli immobili usati dagli enti religiosi e dagli altri enti non commerciali costituisca aiuto di Stato illegale. I contributi verrebbero concessi sotto forma di esenzione dell'imposta comunale sugli immobili (ICI) per i fabbricati utilizzati per di religione e di culto e per attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, culturali, didattiche, ricreative, ricettive e sportive.
     
    31,2 miliardi di euro è l'ammontare dei fondi trasferiti nel 2010 dai migranti residenti nell'Ue verso il loro ex paese di residenza, ossia le cosiddette “rimesse dei lavoratori espatriati”. Provengono soprattutto dai migranti stabilitisi in Spagna, Italia, Germania, Francia e Grecia. L’Italia è però il solo paese ad aver conosciuto, anziché un aumento, una diminuzione delle rimesse, che nel periodo 2009/2010 sono calate di circa 220 milioni di euro, a discapito esclusivamente dei paesi extra-Ue.
     
    La Commissione europea ha chiesto formalmente a 6 Stati membri, tra cui l'Italia, di conformarsi alle norme della direttiva “Carta blu”, il cui termine di attuazione è scaduto il 19 giugno 2011. Germania, Italia, Malta, Polonia, Portogallo e Svezia non hanno infatti ancora attuato nel diritto interno le norme dell'Ue relative ai lavoratori altamente qualificati.
     

    La Commissione europea ha deferito l'Italia alla Corte di giustizia dell'Ue a motivo delle discriminazioni operate contro i cittadini di altri Stati membri nell'accesso al pubblico impiego. Secondo la Commission europea, la legislazione che si applica nella provincia italiana di Bolzano stabilisce che i candidati a un posto di lavoro residenti nella provincia di Bolzano da almeno due anni godono di una preferenza rispetto agli altri candidati nell'accesso agli impieghi pubblici della provincia.

     
    Una relazione della Commissione europea mette in rilievo il ruolo complessivamente positivo che i lavoratori in mobilità della Bulgaria e della Romania hanno svolto per le economie dei paesi ospitanti. Secondo la Commissione, questi lavoratori hanno contribuito ad integrare il mix di abilità richiesto sul mercato del lavoro nonché a colmare i posti di lavoro vacanti in settori e professioni che registravano carenze di manodopera come ad esempio quello della costruzione, quello dei servizi alle famiglie e nella ristorazione.
     
    Pagina 1 di 20 1 2 3 4 5 6 Succ 
     
     
     

     
    Rue de la Loi 26/20 - 1040 Bruxelles Tel. +32 2 2335432
     

    Copyright © 2005 www.osservatorioinca.org - Tutti i diritti riservati - powered by creasiti.com mappa del sito