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    Una relazione della Commissione europea mostra l'impatto positivo della mobilità dei lavoratori bulgari e rumeni sull'economia dell'Ue

    Una relazione della Commissione europea mette in rilievo il ruolo complessivamente positivo che i lavoratori in mobilità della Bulgaria e della Romania hanno svolto per le economie dei paesi ospitanti. Secondo la Commissione, questi lavoratori hanno contribuito ad integrare il mix di abilità richiesto sul mercato del lavoro nonché a colmare i posti di lavoro vacanti in settori e professioni che registravano carenze di manodopera come ad esempio quello della costruzione, quello dei servizi alle famiglie e nella ristorazione.

    Dalle stime emerge anche l'impatto positivo della libera circolazione dei lavoratori rumeni e bulgari sul PIL a lungo termine dell'UE, con un aumento dello 0,3% circa nei paesi UE-27 (0,4% nei paesi UE-15). Da tali studi emerge anche che non si è registrato un impatto significativo sulla disoccupazione o sui salari dei lavoratori locali nei paesi di destinazione: è stato dimostrato che nell'UE-15 i salari sono inferiori solo dello 0,28% a quanto sarebbero stati senza la mobilità dai paesi UE-2. La relazione ribadisce inoltre che non vi sono prove di un uso sproporzionato delle prestazioni da parte dei cittadini UE in mobilità all'interno dell'UE e che l'impatto dei recenti flussi sulle finanze pubbliche nazionali è trascurabile se non addirittura positivo.

    La mobilità post allargamento può aver comportato certi costi socioeconomici per i paesi di destinazione nonché per i paesi d'invio che si sono trovati a perdere capacità produttiva. La Commissione ritiene però che mentre una parte di tali costi può essere ridotta temporaneamente restringendo la mobilità del lavoro, nel lungo periodo gli squilibri del mercato del lavoro vanno affrontati attivando politiche specifiche. Dai dati esperienziali di cui si dispone emerge che le misure transitorie hanno avuto un effetto limitato sulla distribuzione della mobilità UE e che i flussi sono influenzati piuttosto da fattori come la domanda di lavoro o le competenze linguistiche. L'esperienza dell'allargamento del 2004 ha anche insegnato che limitare la libera circolazione dei lavoratori può avere effetti negativi, come ad esempio un aumento del lavoro sommerso.

    Le principali destinazioni dei cittadini trasferitisi dalla Bulgaria e dalla Romania sono state l'Italia e la Spagna e dai dati risulta che, alla fine del 2010, nell'UE-25 risiedeva il doppio di cittadini bulgari e rumeni (2,9 milioni) rispetto al 2006. Nel contempo, in termini relativi, i cittadini dell'UE-2 residenti in uno Stato membro UE-25 rappresentano soltanto lo 0,6 % della popolazione totale dell'UE-25. La quota maggiore la si registra a Cipro (4,1%), in Spagna (2,2 %) e in Italia (1,8 %). Inoltre, il tasso di occupazione dell'UE-2 (63%) è vicino a quello dell'UE-25 (65%). Tuttavia, successivamente alla flessione economica, i cittadini neoarrivati provenienti dall'UE-2 hanno incontrato maggiori difficoltà a trovare lavoro: circa il 16% era senza lavoro nel 2010 rispetto al 9% nel 2007. Ciò che risulta chiaro è che i cittadini dell'UE-2 trasferitisi di recente hanno svolto un ruolo marginale in relazione alla crisi del mercato del lavoro che è diretta conseguenza della crisi economica e finanziaria, nonché di problemi strutturali del mercato del lavoro.

    La relazione della Commissione costituirà la base su cui il Consiglio effettuerà un riesame del modo in cui le disposizioni transitorie sulla libera circolazione dei lavoratori bulgari e rumeni hanno funzionato nella pratica. Tali disposizioni transitorie termineranno irrevocabilmente il 31 dicembre 2013. (Carlo Caldarini, Bruxelles)

    Per saperne di più:

    Comunicato stampa della Commissione europea (IT)

    Relazione sul funzionamento delle disposizioni transitorie sulla libera circolazione dei lavoratori bulgari e rumeni  (EN)

    Riepilogo elle disposizioni transitorie nei confronti dei lavoratori bulgari e rumeni (IT)

    Persone da contattare:

    Cristina Arigho (+32 2 298 53 99)

    Maria Javorova (+32 2 299 89 03)

     
     

     
    Rue de la Loi 26/20 - 1040 Bruxelles Tel. +32 2 2335432
     

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