Migranti altamente qualificati: l'Italia non rispetta le norme Ue
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Venerdì 18 Maggio 2012 10:55
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    Migranti altamente qualificati: l'Italia non rispetta le norme Ue

    La Commissione europea ha chiesto formalmente a 6 Stati membri, tra cui l'Italia, di conformarsi alle norme della direttiva “Carta blu”, il cui termine di attuazione è scaduto il 19 giugno 2011. Germania, Italia, Malta, Polonia, Portogallo e Svezia non hanno infatti ancora attuato nel diritto interno le norme dell'UE relative ai lavoratori altamente qualificati. La Commissione ha pertanto deciso di emettere un parere motivato richiedendo a tali Stati membri di attivarsi.

    La direttiva “Carta blu” (direttiva 2009/50/CE) è stata adottata il 25 maggio 2009. Il termine per il suo recepimento negli ordinamenti degli Stati membri è scaduto il 19 giugno 2011. Tutti gli Stati membri dell'Unione sono vincolati dalla direttiva, eccetto Danimarca, Regno Unito e Irlanda. Essa istituisce norme comuni ed efficaci che permettono ai cittadini di paesi terzi altamente qualificati di venire a lavorare in Europa nei mercati del lavoro in cui sono richieste le loro competenze. La direttiva introduce una procedura accelerata di ammissione per tali stranieri e garantisce un insieme comune di diritti sociali ed economici (uguali a quelli dei cittadini dell'Unione) in vari settori.

    Il 18 luglio 2011 la Commissione ha inviato una lettera di costituzione in mora (la prima fase della procedura d'infrazione) a Germania, Italia, Malta, Polonia, Portogallo e Svezia in relazione alla mancata comunicazione alla Commissione delle misure adottate per attuare la direttiva.

    Tre Stati membri (Italia, Malta e Portogallo) non hanno comunicato nessuna misura entro il termine previsto (due mesi), il che ha indotto la Commissione ad agire.

    Gli altri tre Stati membri (Germania, Polonia e Svezia) hanno risposto alla lettera di costituzione in mora segnalando che la nuova legislazione di attuazione non entrerà in vigore prima del prossimo anno. La Commissione ha deciso di inviare un parere motivato anche a tali Stati membri. (Carlo Caldarini, Bruxelles)

     

    Per saperne di più:

    Comunicato stampa della Commissione europea

    Direttiva 2009/50/CE

    Procedure d'infrazione nel settore degli Affari interni

     

    Contatti:

    Michele Cercone (+32 2 298 09 63)

    Tove Ernst (+32 2 298 67 64)

     

     
     
     

     
    Rue de la Loi 26/20 - 1040 Bruxelles Tel. +32 2 2335432
     

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