Da un lato i sostenitori di un’Europa dei mercati prima di tutto, da cui far derivare ogni altra forma di legame tra paesi. Dall’altro l’Europa sociale, reclamata soprattutto da chi ogni giorno si trova a dover affrontare le difficoltà derivanti dal tutelare gli individui, prima che lavoratori, che sul continente si spostano, si stabiliscono, si integrano, si creano nuclei familiari e vivono.
Queste due facce della stessa medaglia, l’Europa, si sono incontrate in Ungheria, il 28 e 29 aprile 2011, alla conferenza titolata Modernized EU Social Security Coordination one year later – Looking forward, che ha riunito, nella cornice dell’imperiale castello di Gödöllő, membri del Parlamento europeo, esponenti politici degli Stati membri, rappresentanti degli istituti di sicurezza sociale nazionali, parti sociali, referenti del mondo accademico e della società civile.
Ad un anno di distanza dall’entrata in vigore dei nuovi regolamenti sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale in Europa, la presidenza ungherese dell’Ue ha convocato i principali attori coinvolti nel processo decisionale e di implementazione dei nuovi regolamenti, per dare nuovo impulso al dialogo sul coordinamento, partendo dall’osservazione diretta della sua applicazione durante l’ultimo anno.
Tra Mario Monti e il Commissario europeo László Andor, istituzioni governative e di sicurezza sociale, esponenti del mondo accademico e della società civile organizzata, gli attori sindacali erano rappresentati da Henri Lourdelle, consigliere della Ces, e da Carlo Caldarini, direttore dell'Osservatorio per le politiche sociali in Europa, dell'Inca Cgil.
(Giugno 2011)
Per saperne di più:
Leggi il Commento a cura dell'Osservatorio (di Paola Cammilli) 
Programma della conferenza (in inglese)
Atti della conferenza (in inglese)
Sintesi dell'intervento di Carlo Caldarini (in inglese) |