I Ministri dell’Occupazione e degli affari sociali dell’Ue, riunitisi il 17 giugno scorso a Lussemburgo per il Consiglio Epsco, hanno di fatto messo in stallo - Regno Unito e Germania in testa - la proposta di direttiva europea sulle lavoratrici in stato di gravidanza, nella speranza che la Commissione decida di abbandonare definitivamente il progetto.
Nella proposta iniziale di direttiva, lanciata due anni fa, la Commissione prevedeva di aumentare la durata minima del congedo di maternità da 14 a 18 settimane, in conformità con le norme elaborate dall'Organizzazione Internazionale di lavoro. Questa nuova posizione del Consiglio Epsco contrasta duramente con la posizione del Parlamento europeo, che nell’ottobre 2010 aveva deliberato – spingendosi più in là della Commissione – in favore di un congedo di maternità di 20 settimane e totalmente retribuito, sostenendo in tal modo le raccomandazioni dell’Organizzazione mondiale della santità che sostiene la necessità per le madri di recuperare pienamente dopo il parto e di instaurare uno stretto legame con il neonato.
(Giugno 2011)
Per saperne di più:
Proposta di direttiva presentata al Consiglio EPSCO
Consiglio Epsco del 17 giugno 2011 (in inglese) 
Precedente articolo a cura dell'Osservatorio (gennaio 2011)
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