Martedì 22 marzo, in una conferenza stampa con Susanna Camusso, la Rivista delle politiche sociali ha presentato a Roma il Manifesto per il welfare del XXI secolo. Obiettivo del Manifesto è rivendicare la persistente necessità dello stato sociale anche per questo secolo, dando vita, come affermato dalla direttrice di RPS, Maria Luisa Mirabile, "ad un largo movimento di opinione impegnato sia alla difesa di una prospettiva di welfare pubblico di cittadinanza sia all'individuazione di possibili interventi".
Con questa iniziativa, la Rivista delle Politiche Sociali e la rete di studiosi di politiche sociali ESPAnet Italia chiedono al più ampio numero possibile di studiosi, rappresentanti di associazioni e di strutture impegnate nel sociale, operatori dei servizi e singoli cittadini di condividere questa visione positiva e strategica del welfare sottoscrivendo questo Manifesto.
Prima finalità della raccolta di firme è la promozione tra l’opinione pubblica e i decisori politici di una visione del welfare come sistema in evoluzione e tuttora indispensabile tanto per la protezione dai rischi sociali, quanto – e sempre più – per la promozione dello sviluppo sociale ed economico.
Il Manifesto, ampiamente sottoscritto, potrà in una fase successiva essere valorizzato come strumento di sollecitazione per lo sviluppo di una maggiore consapevolezza sociale delle autorità preposte alle decisioni di policy.
Pubblichiamo qui di seguito una breve presentazione del Manifesto, e un invito a sottoscriverlo, a firma di Elena Granaglia, dell'Università Roma Tre.
Carlo Caldarini
(Marzo 2011)
Si tratta di un documento assolutamente tempestivo. Certamente, come per tutti i Manifesti, i valori e le indicazioni di marcia espressi hanno carattere generale. I termini in cui è articolato il discorso pubblico hanno, però, un'influenza non indifferente su credenze e atteggiamenti e il rischio è oggi quello dell'adesione ad un sostanziale ritiro del ruolo pubblico in ambito sociale. Basti pensare al lavorio continuo di decennale delegittimazione dello stato sociale da parte delle prospettive liberiste e, nel nostro paese, di quelle caritatevoli/familistiche, cui si aggiungono oggi i nuovi vincoli posti ai bilanci pubblici dalla crisi economica. Il carattere sorpassato degli ideali e delle ambizioni pubbliche del novecento è ed è stato, peraltro, sostenuto anche in parti della sinistra. Come la grande crisi del novecento è stata l'occasione per ripensare il modello di sviluppo, dando impulso alla costruzione dello stato sociale (a prescindere dalle diverse configurazioni nazionali), così la grande crisi con cui si è aperto il ventunesimo secolo diventerebbe l'occasione per l'operazione contraria di ridimensionamento di uno stato sociale ormai ritenuto insostenibile.
Ben fa, dunque, il Manifesto a invitarci ad un altro pensiero, ribadendo con forza la persistente cogenza dello stato sociale ai fini non solo della tutela, per quanto importante dei più deboli, ma anche della creazione di condizioni di vita decenti per tutti, in un quadro di complementarità fra rispetto dei diritti di cittadinanza, beni comuni e crescita economica orientata alla creazione di star bene per tutti. Con le parole di Chiara Saraceno, lo stato sociale, lungi dal riflettere "una nostalgia del passato", rappresenta un elemento cruciale di un "pensiero per il futuro". Ciò non solo perché nel nostro paese ancora tanto rimane da realizzare del welfare del passato, ma anche perché i nuovi rischi sociali, le nuove disuguaglianze, le nuove richieste di coesione sociale e più in generale le domande di stare bene rendono esse stesse insostituibile un sistema di welfare. Procedere verso smantellamenti, confidando nella crescita economica, farebbe star peggio tutti, i poveri, ma anche i ceti medi, esposti a rischi crescenti di vulnerabilità e, in ogni caso privati della superiorità dell'organizzazione pubblica nella protezione da molti rischi sociali e nella realizzazione delle infrastrutture della socialità.
In questa prospettiva, ritengo che un impegno particolare vada indirizzato alla rilegittimazione, con argomenti teorici e con dati, dei termini più tartassati dalla critica anti-stato sociale: i termini di uguaglianza e di pubblico. Elena Granaglia (nelMerito.com)
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Per saperne di più:
Rivista delle politiche sociali
Un Manifesto per il welfare del XXI secolo  |