Congedi di maternità, gli Stati membri tirano il freno
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    Congedi di maternità, gli Stati membri tirano il freno

    Nella sessione plenaria del 18-21 ottobre 2010 il Parlamento europeo aveva approvato a larga maggioranza il progetto di direttiva che dovrebbe fissare nuove regole minime per i congedi di maternità. Il testo licenziato dall’Europarlamento porta il periodo di congedo obbligatorio da 14 a 20 settimane, tutte remunerate al 100% dell’ultima retribuzione o della retribuzione mensile media, e prevede che nei paesi con regimi di congedo parentale per entrambi i genitori, le ultime 4 settimane debbano essere considerate come congedo di maternità, retribuite almeno al 75% dello stipendio.  Il progetto di direttiva approvato a Strasburgo va quindi oltre la proposta della Commissione europea, che era di 18 settimane, con pagamento al 100% dello stipendio soltanto nelle prime 6 settimane.  Gli Stati membri devono inoltre garantire ai padri un congedo di paternità retribuito, di almeno 2 settimane.

    La proposta del Parlamento europeo si è però scontrata a dicembre 2010 con il forte disaccordo espresso dagli Stati membri durante il Consiglio Occupazione, affari sociali e pari opportunità, dove la maggior parte dei ministri ha espresso grandi preoccupazioni per il costo eccessivo di queste misure. La Presidenza belga, che aveva caldeggiato l’esito positivo di questo dossier, ne ha quindi affidato le sorti alle successive presidenze di Ungheria e Polonia. È probabile, a questo punto, che venga abbandonata la proposta dell’Europarlamento, che era stata salutata con una certa soddisfazione dai sindacati europei, per tornare al testo originario della Commissione.

    (Gennaio 2011)

    Per saperne di più:

    Testo approvato dal Parlamento europeo il 20 ottobre 2010  (IT)
     
    Proposta della Commissione europea del 3 ottobre 2008  (IT)

    Precedente articolo a cura dell'Osservatorio (giugno2009)

     
     
     

     
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