Ammortizzatori sociali. L'Italia agli ultimi posti
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Venerdì 10 Settembre 2010 12:40
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    Ammortizzatori sociali. L'Italia agli ultimi posti

    Occupati, ma poveri: accade in Europa e ancora di più in Italia. L’8% dei lavoratori nell’Ue è a rischio povertà, e la percentuale sale al 10% nel nostro Paese, dove l’effetto degli ammortizzatori sociali è tra i più bassi dell’Unione.

    Per la prima volta un Rapporto della Commissione europea analizza l’impatto che l’occupazione e le misure di protezione sociale hanno avuto per ridurre la povertà e per migliorare le condizioni di vita dei più vulnerabili. Con la crescita economica è aumentato il tenore di vita, ma sono cresciute anche le disuguaglianze, e la povertà resta un problema che non si è modificato negli anni.

    È  a rischio povertà, secondo gli ultimi dati disponibili relativi al 2007, il 17% della popolazione in Ue e il 20% in Italia, dove gli ammortizzatori sociali hanno un impatto molto limitato nel combattere la povertà. I motivi, secondo la Commissione europea, sono da ricercare nel fatto che in Italia non c’è un reddito minimo, considerato uno strumento molto forte di contrasto all’indigenza.

    Stando ai dati Ue, gli ammortizzatori sociali hanno un impatto significativo per alleviare il rischio povertà soprattutto in Svezia (60%), mentre l’Italia è agli ultimi posti (18%) assieme a Spagna, Grecia e Bulgaria. In Francia arriva al 50%, in Belgio al 48%, in Germania al 40% (vedi figura 2).

     

    Tra gli occupati, a rischio povertà sono soprattutto coloro che hanno un lavoro precario: in questo caso la percentuale è del 13% nell’Unione europea e del 19% in Italia. Ma anche chi ha un contratto a tempo indeterminato rischia nel 5% dei casi in Europa e nel 6% in Italia. La Commissione europea si preoccupa infine per le condizioni di vita e l’accesso ai servizi sanitari degli anziani con un reddito da pensione più basso rispetto allo stipendio: in Italia il tasso di sostituzione medio è pari a -17%. Peggio dell’Italia soltanto il Portogallo: -20%.

     

    (Settembre 2009)

     

    Per saperne di più:

     

    Rapporto della Commissione europea  (EN)

     

    Rapporto della Commissione europea (SINTESI)  (EN)

     

    Rapporto della Commissione europea (STATISTICHE) 

     
     
     

     

     
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