I vantaggi sempre più netti derivanti dall'aumento dei livelli d’istruzione e la probabile persistenza di elevati tassi di disoccupazione durante il periodo di crisi economica spingerà un numero sempre maggiore di giovani a proseguire gli studi. Nell'ultima edizione del suo rapporto annuale sull’educazione “Education at a Glance”, l'OCSE raccomanda ai governi di tenere conto di questa tendenza nello sviluppo delle loro politiche educative.
Secondo il segretario generale dell'OCSE, Angel Gurria, "il periodo successivo alla crisi economica globale sarà caratterizzato da una domanda di istruzione universitaria senza precedenti. Gli investimenti in capitale umano contribuiranno alla ripresa, a condizione che le istituzioni siano in grado di soddisfare questa domanda".
Nella maggior parte dei paesi, le disparità di retribuzione tra laureati e non laureati continuano ad allargarsi. L’analisi dell'OCSE mostra infatti che i benefici di una formazione universitaria si riflettono poi nella vita, sotto forma di salari più alti, migliori condizioni di salute e di lavoro, rischio minore di disoccupazione.
L’edizione 2009 di Education at a Glance calcola il rendimento degli investimenti in istruzione, confrontando i costi di istruzione e di mancanza di profitti nel corso degli studi, e le prospettive future di di un salario più elevato grazie al più alto livello d’istruzione raggiunto. Secondo l’OCSE, questi calcoli dimostrano che:
Durante la sua vita professionale un maschio laureato guadagnerà un medio 186000 dollari in più rispetto ad un diplomato. Questa cifra è minore tra le donne, 134000 dollari, in ragione delle differenze salariali tra uomini e donne rilevate nella maggior parte dei paesi.
I vantaggi salariali più alti tra laureati e diplomati si registrano negli Stati Uniti e in Italia. Negli USA, un laureato guadagna durante la sua carriera, oltre 367000 dollari in più di un diplomato. In Italia la differenza è di oltre 322000 dollari. I vantaggi non si fermano qui. I dati OCSE mostrano che anche i bilanci del governo e l'economia nel suo complesso traggono vantaggi dal crescente numero di laureati.
Nei paesi OCSE il rendimento netto degli investimenti pubblici effettuati per un laureato, dopo aver preso in considerazione tutti i costi diretti e indiretti, si eleva a circa 52 000 dollari, ossia quasi il doppio della somma originariamente investita. Anche in questo caso, il rendimento netto dell’istruzione delle donne è inferiore, in quanto il loro reddito è più basso.
Education at a Glance offre molti altri indicatori, comparabili e aggiornati, sulle prestazioni dei sistemi nazionali di istruzione.
La spesa per l’istruzione nei paesi OCSE rappresenta, in media, il 13,3% della spesa pubblica totale: In Italia, Germania e Giappone è inferiore al 10%, in Messico è del 22%.
Il numero di laureati è aumentato in media nei paesi OCSE del 4,5% all'anno tra il 1998 e il 2006. In Irlanda, Polonia, Portogallo, Spagna e Turchia, questo aumento è stato almeno del 7% annuo. In Italia è stato del 5,5%.
I giovani che al raggiungimento dell'età minima legale interrompono gli studi senza aver trovato un posto di lavoro, sono più esposti al rischio di disoccupazione di lungo periodo. Nella maggior parte dei paesi, più della metà dei giovani di età compresa tra 25-34 poco qualificati sono disoccupati di lunga durata.
Le persone che hanno continuato gli studi sono generalmente più in buona salute di quelli che hanno terminato la loro formazione al raggiungimento dell'età minima legale. Inoltre, i laureati s’interessano più facilmente alla vita politica e sono più propensi ad avere fiducia negli altri.
(Settembre 2009)
Per saperne di più:
Rapporto OCSE 2009 (EN, FR)
|