Parita' tra uomini e donne. Procedure d'infrazione contro 25 Stati membri
Cerca nel sito
 
Martedì 07 Settembre 2010 11:22
BASE DATI PROTEZIONE SOCIALE IN EUROPA
ARCHIVIO   
APPROFONDIMENTI
GIURISPRUDENZA
LEGISLAZIONE
BIBLIOTECA
OPPORTUNITÀ
COLLEGAMENTI
STATISTICHE
CHI SIAMO
  •  
  •  
    User ID
    Password
       
    Nuovo Utente?
    Password dimenticata
  •  
      homepage
    Registrazione nuovo utente

    Parita' tra uomini e donne. Procedure d'infrazione contro 25 Stati membri

    La Commissione europea ha pubblicato in questi giorni la Relazione sull'applicazione della direttiva 2002/73/CE sulla parità di trattamento tra uomini e donne per quanto riguarda l'accesso al lavoro, la formazione e la promozione professionali e le condizioni di lavoro, entrata in vigore il 5 ottobre 2002 e le cui disposizioni andavano recepite dagli Stati membri entro il 5 ottobre 2005.

    La Relazione della Commissione è basata sulle informazioni pervenute dagli Stati membri, in risposta a un questionario sull'applicazione della direttiva inviato nel gennaio 2009, e sulle consultazioni con le parti sociali europee e con la Lobby europea delle donne.

    Dopo aver verificato la conformità alla direttiva delle disposizioni legislative comunicatele dagli Stati membri, la Commissione ha iniziato 22 procedimenti per infrazione nei confronti di altrettanti Stati membri. Il numero dei procedimenti è poi salito a 25 in seguito a vari reclami da parte di cittadini. In seguito ai procedimenti per infrazione, le disposizioni legislative di alcuni Stati membri sono state allineate alla direttiva e i procedimenti conclusi.

    La direttiva in questione definisce tra l'altro, per la prima volta, le molestie sessuali come forme di discriminazione. Uno degli errori constatati nel recepimento di tali disposizioni in alcuni Stati membri è consistito nel limitare la protezione ai rapporti tra i lavoratori e i loro superiori, escludendo così i colleghi di lavoro o altri terzi.

    Anche il trattamento meno favorevole riservato a una donna per ragioni collegate alla gravidanza o al congedo per maternità costituisce una discriminazione ai sensi della direttiva ed è ancora ampiamente diffuso in numerosi Stati membri. A tale riguardo la disposizione che introduce il diritto della lavoratrice di riprendere il proprio posto di lavoro o un posto equivalente secondo termini e condizioni che non le siano meno favorevoli, e a beneficiare di eventuali miglioramenti delle condizioni di lavoro che le sarebbero spettati durante la sua assenza ha avuto l'impatto maggiore in termini relativi. In Bulgaria, Estonia, Francia e Lituania ha portato a nuove disposizioni legislative, mentre il suo impatto è stato inferiore in altri Stati membri, in cui ha comportato solo modifiche di lieve entità.

    Nelle informazioni trasmesse a tale riguardo gli Stati membri e le parti sociali hanno sottolineato la necessità di una migliore conciliazione tra vita professionale e vita familiare.

    (Agosto 2009)

     

    Per saperne di più:

    Relazione sull'applicazione della direttiva 2002/73/CE (...) relativa alla parità di trattamento tra uomini e donne per quanto riguarda l'accesso al lavoro, alla formazione e alla promozione professionali e le condizioni di lavoro (IT)

    Direttiva 2002/73/CE (IT)

    Biblioteca dell'Osservatorio sulla parità tra uomini e donne

     

     

     

     

     

     
     
     

     

     
    Rue de la Loi 26/20 - 1040 Bruxelles Tel. +32 2 2335432
     

    Copyright © 2005 www.osservatorioinca.org - Tutti i diritti riservati - powered by creasiti.com mappa del sito