Pacchetto sicurezza. Critico il Vicepresidente della Commissione europea Barrot
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Domenica 05 Febbraio 2012 14:46
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    Pacchetto sicurezza. Critico il Vicepresidente della Commissione europea Barrot

    "La Commissione europea intende esaminare il pacchetto sicurezza adottato il 2 luglio in Italia per verificare la sua compatibilità con il diritto comunitario", così Jacques Barrot, Vicepresidente della Commissione europea e Commissario della giustizia, della sicurezza e delle libertà. Barrot ha ricordato che l'Unione europea "non accetta misure generali" e che i controlli devono essere "individuali, determinati e proporzionali".

    La nuova legislazione anti-immigrazione adottata dal Parlamento italiano introduce invece un generico reato d'immigrazione clandestina, punito con un'ammenda da 5.000 a 10.000 euro, accompagnata dall'espulsione immediata, rende obbligatoria la presentazione del permesso di soggiorno o del passaporto per dichiarare la nascita di un bambino e prolunga da 2 a 6 mesi il soggiorno degli immigrati irregolalri nei centri di ritenzione per permettere la loro identificazione in previsione della loro espulsione verso il loro paese d'origine.

    L'elenco delle obiezioni della Commissione nei confronti dell'Italia è lungo, poiché la nuova legge sull'immigrazione si scontra con un principio fondatore dell'Unione europea che è quello della libertà di circolazione. Perché queste critiche? Semplicemente perché in Italia possono facilmente trovarsi in queste condizioni anche cittadini dell'Unione europea, ad esempio rumeni o bulgari che, per la maggior parte, non hanno diritto di lavorare legalmente in Italia. Lo stesso discorso vale per i rom, che secondo Barrot sono chiaramente nel mirino di questo nuovo apparato legislativo.

    È questa la "linea rossa" da non superare secondo Barrot: "la Commissione europea aveva già espresso al governo italiano che non può essere applicabile al cittadino comunitario una legge che prevede un aumento della pena per l’immigrazione in situazione irregolare. Inoltre abbiamo segnalato al governo italiano che l'espulsione automatica degli stranieri in caso di condanna a oltre due anni di detenzione non è neanche questa applicabile ai cittadini comunitari".

    "Sappiamo che il governo italiano ha presentato al Parlamento degli emendamenti a questo proposito e ci aspettiamo che la loro adozione avvenga molto rapidamente" ha dichiarato ancora Barrot, sottolineando l'urgenza dell'adozione degli emendamenti in questione ritenuti "indispensabili perché la legislazione italiana sia conforme al diritto comunitario".

    "L'obiettivo di Bruxelles è evitare che l'Italia possa espellere sistematicamente cittadini dell'Unione europea. Tale possibilità è infatti rigidamente limitata dalla direttiva 2004/38 a precise eccezioni ed è soggetta ad un esame caso per caso della situazione dei cittadini comunitari che potrebbero essere oggetto di espulsione".

    Concludendo, Bruxelles chiede al governo italiano di fare marcia indietro e di adottare in fretta i necessari emendamenti. Non sarà quindi facile per l’Italia espellere o rinchiudere cittadini dell'Unione europea che si trovano in una situazione irregolare.

    In merito all'introduzione del reato di clandestinità, Barrot ha ricordato che "questo tipo di scelta ricade nell'ambito di competenza degli Stati Membri, e dunque al di fuori della sfera di competenza della Commissione europea". Resta invece il problema dell'immigrazione illegale in provenienza dall'Africa o dall'Asia , e su questo punto il governo italiano è libero di fare ciò che vuole, o quasi. È questa anche una delle ragioni per le quali la presidenza svedese dell'Unione europea insiste per un'armonizzazione delle politiche d'immigrazione, almeno per quanto riguarda i profughi ed il diritto d'asilo.

    (Luglio 2009)

     

    Per saperne di più:

    Fondation Robert Schuman (FR)

    Testo integrale del ddl "Disposizioni in materia di sicurezza pubblica" 

    Precedente articolo dell'Osservatorio (Dicembre 2008)


     

     
     
     

     
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