Le parti sociali europee hanno ufficialmente sottoscritto un’intesa che rivede il loro accordo-quadro sul congedo parentale del 1995. L’accordo è stato sottoscritto dalle quattro organizzazioni riconosciute dall’Unione europa nel quadro del dialogo sociale: Etuc-Ces (sindacati europei dei lavoratori), Businesseurope (industriali), Ueapme (piccole e medie imprese), Ceep (servizi pubblici), alla presenza del Commissario europeo per l'occupazione Vladimir Špidla.
Si tratta di una tappa importante nella storia del dialogo sociale europeo, iniziata 25 anni fa sotto la presidenza di Jacques Delors. E’ la prima volta, infatti, che le parti sociali europee hanno deciso di comune accordo di rivedere un accordo-quadro preesistente. Si tratta anche del settimo accordo-quadro sottoscritto dalle parti sociali da quando, nel 1995, fu firmato a Bruxelles l’accordo iniziale sul congedo parentale, trasposto poi in una direttiva comunitaria nel 1996.
L'accordo rivisto migliora molte disposizioni dell'accordo preesistente come: l'estensione della durata del congedo parentale da tre a quattro mesi, il rafforzamento del congedo come diritto individuale, rendendolo in parte non trasferibile, la possibilità per i lavoratori di chiedere contratti di lavoro flessibili quando rientrano da un congedo, l'appello agli Stati membri e/o alle parti sociali per definire maglio i termini di preavviso da parte dei lavoratori quando esercitano il loro diritto al congedo parentale.
Con questo nuovo accordo-quadro si cerca anche, per la prima volta, di riconoscere le nuove forme di strutture familiari, sempre più variegate, e di incoraggiare una divisione più equa delle responsabilità familiari tra uomini e donne. Inoltre, il nuovo accordo-quadro rispetta la diversità delle misure adottate dagli Stati membri in materia di congedo, assistenza ai bambini e sul lavoro flessibile.
“La conclusione proficua di quest'accordo – hanno dichiarato congiuntamente le quattro parti sociali europee - illustra il ruolo positivo del dialogo sociale europeo nella ricerca di soluzioni destinate a raccogliere le importanti sfide alle quali l'Europa è confrontata, anche in tempo di crisi. Tiene inoltre conto delle necessità dei datori di lavoro e dei lavoratori ed è perfettamente conforme agli obiettivi della strategia di Lisbona. Esso si tradurrà in una migliore conciliazione della vita professionale, privata e familiare e costituirà di conseguenza una risposta positiva all'invecchiamento demografico, poiché contribuirà ad aumentare la partecipazione dei cittadini europei al mercato dell'occupazione”.
Meno entusiasta le reazione della Confederazione delle organizzazioni familiari dell’Unione europea (COFACE), secondo cui "con il nuovo accordo-quadro si realizza sì un avanzamento positivo, ma l’Europa poteva fare di più”.
La COFACE ritiene infatti che sarebbe stata necessaria “una proposta più audace per sradicare di tutte le costrizioni che limitano l'accesso al congedo parentale, per includere nella nuova direttiva le specificità di ogni tipo di famiglia e per rendere esportabile ovunque in Europa il diritto al congedo parentale acquisito. Inoltre, nella sua forma attuale quest'accordo-quadro definisce il congedo parentale come un diritto valido fino agli otto anni del bambino, mentre questo diritto dovrebbe essere riconosciuto fino alla maggiore età”.
Quest'accordo dovrà ora essere attuato attraverso una direttiva del Consiglio, su proposta della Commissione europea, come previsto dall'articolo 139 del Trattato CE.
(Giugno 2009)
Per saperne di più:
Accordo-quadro congedi parentali (IT)
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