Sarà stata la prossimità con la scadenza elettorale per il rinnovo del Parlamento europeo o saranno gli effetti sulla società della crisi economica, dall’aumento del tasso di disoccupazione all’ondata di chiusura e protezionismo in difesa dei singoli mercati nazionali, ad una giustizia e coesione sociale sempre più in bilico, ma il maggio bruxellese è stato particolarmente ricco di eventi e incontri che hanno favorito la partecipazione attiva di comitati di cittadini, società civile organizzata e movimenti di base.
L’Europa è uscita dai palazzi per dare voce, o semplicemente ascoltare, le considerazioni, giuste o sbagliate che siano, della base della popolazione?
Si sono mossi su questa scia la consultazione dei cittadini europei avvenuta i primi di maggio, che ha raccolto 150 delegati provenienti da ogni parte d’Europa, il dibattito serale di ECAS (European Citizen Action Service) dell’11 maggio e l’evento ad esso collegato del 12 maggio, nonché l’incontro promosso il 26 maggio dalla Commissione europea nel quadro del progetto URBACT (Connecting Cities - Building Success) dal titolo “Migranti: promuovere l’inclusione durante la recessione”, grazie al quale una rete di città europee ha avuto la possibilità di presentare i propri progetti di integrazione dei flussi di lavoratori provenienti da altre parti d’Europa.
(Giugno 2009)
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