Secondo l'ultima relazione sull'invecchiamento demografico, pubblicata dalla Commissione europea il 29 aprile 2009, l’invecchiamento della popolazione determinerà nei prossimi anni un aumento dei trasferimenti e dei servizi pubblici. L’impatto sui bilanci economici, in particolare, comincerà a manifestarsi già nel corso dei prossimi dieci anni.
Sulla base delle politiche attuali, la spesa pubblica connessa all’invecchiamento dovrebbe infatti aumentare in media, nell’UE, di circa 4 punti percentuali del PIL entro il 2060 e più di 5 punti percentuali nell’aerea dell’euro (soprattutto per pensioni, servizi sanitari e assistenza a lungo termine).
C'è da precisare, però, che tali proiezioni a lungo termine non costituiscono delle previsioni, ma si basano sull’ipotesi di politiche invariate e in quanto tali forniscono importanti informazioni sugli effetti di un mancato intervento.
Nel complesso, le differenze dell’impatto dell’invecchiamento demografico da uno Stato membro all’altro sono anch'esse notevoli:
1) l’incremento della spesa pubblica sarà molto significativo (7% del PIL, o più) in nove Stati membri dell’UE: Lussemburgo, Grecia, Slovenia, Cipro, Malta, Paesi Bassi, Romania, Spagna e Irlanda;
2) per un secondo gruppo di Stati i costi legati all’invecchiamento della popolazione sono più limitati, seppur ancora molto alti (dal 4% al 7%): Belgio, Finlandia, Repubblica ceca, Lituania, Slovacchia, Regno Unito, Germania ed Ungheria;
3) infine, l’incremento è più moderato (4% o meno) in Bulgaria, Svezia, Portogallo, Austria, Francia, Danimarca, Italia, Lettonia, Estonia e Polonia. La maggior parte di questi paesi ha infatti attuato riforme sostanziali del sistema pensionistico, in molti casi, come in Bulgaria, Estonia, Lettonia, Polonia e Svezia, anche attraverso il parziale passaggio a regimi pensionistici privati.
Cinque le strategie individuate dall'Ue per affrontare queste sfide:
- favorire in Europa il rinnovamento demografico attraverso la creazione di migliori condizioni per le famiglie;
- promuovere l’occupazione in Europa attraverso un maggior numero di posti di lavoro e una vita attiva più lunga e di migliore qualità;
- rendere l’Europa più produttiva e dinamica;
- accogliere ed integrare i migranti in Europa;
- garantire in Europa finanze pubbliche sostenibili, assicurando in questo modo un’adeguata protezione sociale e l’equità tra le generazioni.
(Maggio 2009)
Per saperne di più:
Relazione 2009 sull'invecchiamento demografico 
Spesa pubblica connessa all’invecchiamento, 2007-2060 (variazioni del PIL in punti percentuali)
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