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Un nuovo Dossier dell'Osservatorio INCA CGIL per le politiche sociali in Europa spiega come e perché il 20 febbraio scorso, a Bruxelles, Il 20 febbraio 2009, a Bruxelles, nell’ambito del nuovo regolamento REACH, gli Stati membri hanno approvato la proposta della Commissione europea di ulteriore deroga per la fabbricazione e l’uso di alcuni componenti industriali contenenti fibre d’amianto, senza neppure fissare una data limite.
I rappresentanti dei governi di Belgio, Francia, Italia, Olanda e Spagna si sono opposti ed hanno chiesto di fissare perlomeno un termine preciso per il divieto completo di amianto, ma la posizione della Commissione europea ha finito purtroppo per prevalere.
Mentre le multinazionali dell'amianto cantano vittoria, le associazioni delle vittime e il sindacato europeo vogliono ancora sperare che la ragione finirà per prevalere.
Il Parlamento europeo ha infatti sei mesi di tempo per reagire o ratificare questa decisione. La deroga all’utilizzo dell’amianto prevista dal nuovo testo del regolamento REACH sarà altrimenti definitivamente ratificata tra sei mesi se il Parlamento non eserciterà il suo diritto di veto.
Di mezzo ci sono però le elezioni europee di giugno, e il rischio è che il dibattito possa prolungarsi in eterno. Secondo il testo del Regolamento REACH, infatti, se la deroga dovesse essere concessa gli Stati membri faranno di nuovo il punto della situazione nel 2012, e visti i tempi della burocrazia europea, il pronunciamento definitivo potrebbe arrivare nel 2015.
Due, a questo punto, sono le soluzioni auspicabili:
- Un parere del Parlamento contrario alla deroga approvata dagli Stati membri il 20 febbraio. In questo caso, la Commissione sarebbe obbligata a presentare un nuovo testo. Il messaggio del Parlamento dovrebbe però essere molto chiaro ed impegnativo. Questa ipotesi ha l’inconveniente che il testo attuale dell’Allegato XVII entrerebbe automaticamente in vigore il 1 giugno 2009 fino all’approvazione di un nuovo testo.
- Una risoluzione politica chiaramente contraria all’atteggiamento della Commissione europea. Tale orientamento dovrebbe confermare il sostegno dell’UE al divieto generalizzato contro l’amianto in tutto il mondo e richiedere l’istituzione di un coordinamento delle politiche europee per superare le contraddizioni tra le differenti direzioni generali della stessa Commissione europea per giungere, ad esempio, all’elaborazione di un rapporto globale sull’amianto nell’UE.
L’ideale sarebbe che entrambe le soluzioni si avverassero prima del voto di giugno. Questo richiederebbe una forte mobilitazione dell’opinione pubblica e, per conseguenza, un esplicito impegno in tal senso da parte dei sindacati, delle associazioni nazionali e internazionali, delle forze politiche progressiste, almeno nei Paesi che hanno già dimostrato maggiore sensibilità in tal senso.
(Marzo 2009)
Per saperne di più:
Clicca qui per scaricare il nostro nuovo Dossier sull'amianto (Marzo 2009) 
Vedi anche il precedente Dossier sull'amianto (Settembre 2008) 
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