Grecia, Spagna, Ungheria e Portogallo hanno eliminato le restrizioni all'accesso dei lavoratori bulgari e rumeni al loro mercato del lavoro.
Questi quattro paesi si allineano così agli altri dieci Stati membri dell'Unione europea che avevano già aperto le frontiere ai lavoratori della Bulgaria e della Romania: Finlandia, Svezia, Repubblica ceca, Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovenia e Slovacchia.
Mantengono invece le restrizioni alla libera circolazione gli altri undici Stati membri: Belgio, Danimarca, Germania, Irlanda, Francia, Italia, Lussemburgo, Paesi bassi, Austria, regno Unito, Malta.
"Mi rallegro che altri Stati membri abbiano deciso di eliminare le restrizioni sul mercato del lavoro nei confronti dei lavoratori bulgari e rumeni. Invito sempre gli Stati membri che hanno mantenuto restrizioni ad abrogarle non appena possibile - ha dichiarato Vladimír Špidla, Commissario europeo all'occupazione, agli affari sociali ed alla parità delle opportunità - poiché tale decisione è nell'interesse della loro economia. La libera circolazione dei lavoratori si controlla da sé e conferisce una flessibilità indispensabile nei due sensi: i lavoratori vanno dove c'è lavoro, non partono per essere disoccupati in un altro paese".
Il 18 novembre scorso, infatti, la Commissione europea aveva pubblicato un Rapporto sulle ripercussioni della libera circolazione dei lavoratori nel contesto dell'allargamento, che dimostrava come i "lavoratori mobili dei nuovi Stati membri abbiano avuto un impatto positivo sull’economia dei Paesi dell’UE in cui si sono recati e non hanno causato gravi turbative ai loro mercati del lavoro".
La prima fase delle disposizioni transitorie riguardanti la libera circolazione dei lavoratori bulgari e rumeni si è conclusa il 31 dicembre 2008. Fino allora, i lavoratori bulgari e rumeni potevano lavorare liberamente in dieci Stati membri e si vedevano sottoposti a restrizioni da quindici altri, che richiedevano in generale un permesso di lavoro.
Gli stati dell'UE che desideravano mantenere restrizioni durante la seconda fase delle disposizioni transitorie dovevano notificarlo alla Commissione prima del 1° gennaio 2009.
Undici di loro hanno notificato la loro decisione di continuare ad applicare la loro legislazione nazionale sull'accesso al mercato del lavoro dopo il 1° gennaio 2009.
Grecia, Spagna, Ungheria e Portogallo hanno invece deciso di abrogare le restrizioni all'accesso dei lavoratori bulgari e rumeni al loro mercato del lavoro e di applicare d'ora in poi il diritto comunitario in materia di libera circolazione dei lavoratori.
I lavoratori bulgari e rumeni possono quindi ora lavorare liberamente in quattordici Stati membri, che diventeranno 15 tra pochi mesi.
La Danimarca, infatti, che impone ancora alcune restrizioni, ha annunciato che cesserà di applicarle nei confronti dei lavoratori bulgari e rumeni dal 1° maggio 2009, data nella quale abolirà anche tutte le restrizioni che riguardano i lavoratori degli Stati membri dell'UE.
Tutti gli Stati membri che conservano restrizioni, applicando la loro legislazione sull'accesso al mercato del lavoro, possono porre fine in qualsiasi momento durante la seconda fase.
La libera circolazione dei lavoratori dovrebbe normalmente applicarsi alla fine della seconda fase (il 31 dicembre 2011). Dopo questa data, gli Stati membri possono mantenere restrizioni soltanto se "gravi perturbazioni toccano o rischiano di toccare il loro mercato del lavoro".
Tutte le restrizioni nei confronti dei lavoratori bulgari e rumeni devono essere abrogate al più tardi il 31 dicembre 2013, data nella quale la libera circolazione dei lavoratori sarà applicata in tutta l'UE.
(Gennaio 2009)
Quadro riassuntivo delle Misure transitorie adottate dagli Stati membri
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UE-15 |
Stato membro |
Lavoratori UE-8 |
Lavoratori di Bulgaria e Romania |
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Belgio |
Restrizioni con semplificazioni |
Restrizioni con semplificazioni
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Danimarca |
Restrizioni con semplificazioni |
Restrizioni con semplificazioni
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Germania |
Restrizioni con semplificazioni * |
Restrizioni con semplificazioni *
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Irlanda |
Accesso libero dal 1/5/2004 |
Restrizioni
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Grecia |
Accesso libero dal 1/5/2006 |
Accesso libero dal 1/1/2009
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Spagna |
Accesso libero dal 1/5/2006 |
Accesso libero dal 1/1/2009
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Francia |
Accesso libero dal 1/7/2008 |
Restrizioni con semplificazioni
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Italia |
Accesso libero dal 27/7/2006 |
Restrizioni con semplificazioni
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Lussemburgo |
Accesso libero dal 1/11/2007 |
Restrizioni con semplificazioni
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Paesi Bassi |
Accesso libero dal 1/5/2007 |
Restrizioni con semplificazioni
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Austria |
Restrizioni con semplificazioni * |
Restrizioni con semplificazioni *
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Portogallo |
Accesso libero dal 1/5/2006 |
Accesso libero dal 1/1/2009
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Finlandia |
Accesso libero dal 1/5/2006 |
Accesso libero
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Svezia |
Accesso libero dal 1/5/2004 |
Accesso libero
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Regno Unito |
Accesso libero dal 1/5/2004 ** |
Restrizioni
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UE-10 |
Repubblica ceca |
Nessuna misura reciproca |
Accesso libero
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Cipro |
- |
Accesso libero
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Estonia |
Nessuna misura reciproca |
Accesso libero
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Lettonia |
Nessuna misura reciproca |
Accesso libero
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Lituania |
Nessuna misura reciproca |
Accesso libero
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Ungheria |
Nessuna misura reciproca dal 1/1/2009 |
Accesso libero dal 1/1/2009
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Malta |
- |
Restrizioni
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Polonia |
Nessuna misura reciproca dal 17/1/2007 |
Accesso libero |
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Slovenia |
Nessuna misura reciproca dal 25/52006 |
Accesso libero |
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Slovacchia |
Nessuna misura reciproca |
Accesso libero
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UE-2 |
Bulgaria |
- |
Nessuna misura reciproca
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Romania |
- |
Nessuna misura reciproca
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* Restrizioni anche per i lavoratori distaccati, in alcuni settori
** Sistema obbligatorio di registrazione allo scopo di verifica
Fonte: Nostra traduzione su dati della Commissione europea
(http://ec.europa.eu/social/BlobServlet?docId=119&langId=en)
Per saperne di più:
Comunicato stampa della Commissione europea (EN, FR, DE, BG, RO)
Rapporto della Commissione europea sulle ripercussioni della libera circolazione dei lavoratori nel contesto dell'allargamento dell'Unione europea (IT) 
Le disposizioni transitorie sulla libera coircolazione nel contesto dell'allargamento sul portale della Commissione europea (IT)
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