Si è svolta ieri a Parigi, nel quadro della presidenza francese dell’Unione europea, la seconda Conferenza ministeriale euro-africana sull'emigrazione e lo sviluppo. Vi hanno preso parte oltre 80 delegazioni di Europa e Africa, riunitesi per definire un programma di cooperazione pluriennale in materia d'emigrazione e di sviluppo imperniato sui tre aspetti: l'emigrazione legale, la lotta contro l'emigrazione irregolare, le sinergie tra emigrazione e sviluppo.
I partner africani ed europei hanno constatato il rafforzamento del dialogo nel quadro del processo di cooperazione lanciato a Rabat nel luglio 2006, in occasione della prima conferenza euro-africana sull'emigrazione e lo sviluppo, e l'esistenza di un consenso bilaterale su un approccio globale alle migrazioni. Gli esecutivi dell’Europa e dei paesi africani dovranno anche impegnarsi maggiormente nello sviluppo di un programma di cooperazione pluriennale per una gestione equilibrata e concertata delle migrazioni.
Il processo di Rabat, che riunisce gli Stati membri dell'Unione europea e gli stati dell'Africa dell'Ovest, costituisce un esempio unico di cooperazione regionale nel settore dell'emigrazione tra paese d'origine, di transito e di destinazione situati lungo una stessa “strada migratoria”.
L'obiettivo raggiunto da questa conferenza è stata l'adozione, da parte dei 60 paesi e delle 20 organizzazioni internazionali che vi hanno partecipato, di un programma di cooperazione pluriennale imperniato sui tre aspetti: l'emigrazione legale, la lotta contro l'emigrazione irregolare e le sinergie tra emigrazione e sviluppo. Questo programma di cooperazione s'è ispirato alle conclusioni di tre riunioni d'esperti che si sono tenuti a Rabat nel marzo 2008 (emigrazione legale), a Uagadugu nel maggio 2008 (lotta contro l'emigrazione irregolare) ed a Dakar nel luglio 2008 (emigrazione e sviluppo). Queste tre riunioni hanno permesso di mettere a punto una serie di misure concrete ed operative la cui attuazione può essere rapidamente implementata.
La Commissione europea – ha dichiarato il Vice-presidente Jacques Barrot - intende continuare a svolgere un ruolo motore nella concretizzazione del dialogo sull'emigrazione e lo sviluppo attraverso iniziative di cooperazione.
Benita Ferrero-Waldner, Commissario incaricato delle relazioni estere e della politica europea di vicinanza, ha aggiunto: “Sono convinta della pertinenza dell'impostazione comune di responsabilità adottata tra i paesi d'origine, di transito e di destinazione come pure della necessità di impegnarsi in un dialogo forte ed equilibrato su tutte le questioni relative alla gestione dei flussi migratori. I paesi nordafricani sono interessati ad una facilitazione delle procedure di concessione dei visti e alle prospettive dell’emigrazione legale temporanea, ma l'Unione europea ha anche attese in materia di riammissione e di protezione internationale”.
Il dialogo euro-africano sulle migrazioni, ancora inesistente fino a pochi anni fa, si esprime oggi non soltanto a livello regionale nel quadro del processo di Rabat, ma anche a livello continentale, attraverso il dialogo iniziato nel 2007 con il vertice di Lisbona tra l'Unione europea e l'Unione africana, ed a livello bilaterale nel quadro delle relazioni tra gli Stati membri dell'Unione europea e gli stati africani.
(Fonte: Redattore Sociale, 26 novembre 2008)
Per saperne di più:
Dichiarazione finale della Conferenza (EN)
Comunicato stampa della Commissione europea (EN) |