Un reddito minimo per garantire l'inclusione sociale
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Venerdì 18 Maggio 2012 09:10
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    Un reddito minimo per garantire l'inclusione sociale

    Approvando con 540 voti favorevoli, 57 contrari e 32 astensioni la relazione di Gabriele Zimmer, il Parlamento europeo saluta con favore l’approccio della Commissione all’inclusione sociale attiva, considerando che la finalità generale di tali politiche deve essere quella di dare attuazione ai diritti fondamentali per «permettere alla gente di vivere dignitosamente e di partecipare alla vita sociale e lavorativa».

    La relazione rileva inoltre che le politiche di inclusione sociale attiva debbano esercitare un impatto decisivo sull'eliminazione della povertà e dell'esclusione sociale, sia per quanti hanno un'occupazione ("i lavoratori poveri") sia per coloro che non svolgono un'attività lavorativa remunerata.
     
    Gli eurodeputati ritengono che un approccio più organico all’inclusione sociale attiva debba fondarsi su una serie di principi comuni, tra i quali figurano un legame con mercati del lavoro inclusivi, un collegamento a un migliore accesso a servizi di qualità, il mainstreaming di genere, l'anti-discriminazione e la partecipazione attiva, nonché il  sostegno al reddito. A quest'ultimo proposito, reputano opportuno che gli Stati membri, «nel rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità», definiscano i meccanismi di reddito garantito, i connessi benefici e l'assistenza sociale, che dovrebbero essere facilmente accessibili ed assicurare risorse sufficienti, corredati di un piano strategico per le politiche di inclusione sociale.
     
    Il Parlamento, più in particolare, «incoraggia gli Stati membri a prevedere un meccanismo di reddito minimo garantito per l'inclusione sociale», sottolinenado che, anche laddove l'assistenza sociale è fornita, gli Stati membri «hanno il dovere di garantire che i cittadini comprendano quali siano i loro diritti e siano in grado di ottenerli». Si rammarica inoltre del fatto che taluni Stati membri «sembrino ignorare» la raccomandazione 92/441/CEE del Consiglio, che riconosce il "diritto fondamentale della persona a risorse e a prestazioni sufficienti per vivere conformemente alla dignità umana".

    (Ottobre 2008)

     

    Per saperne di più:

    Comunicato del Parlamento europeo (IT)


     

     
     
     

     
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