La Commissione europea segnala i rischi finanziari delle pensioni a capitalizzazione
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Venerdì 10 Settembre 2010 12:37
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    La Commissione europea segnala i rischi finanziari delle pensioni a capitalizzazione

    Con un rapporto pubblicato il 20 ottobre 2008, la Commissione europea segnala il rischio per i cittadini europei, sempre più numerosi ad optare per regimi pensionistici privati, di vedersi assegnare pensioni insufficienti. E la situazione potrebbe peggiorare con la crisi finanziaria in corso.

    Lo studio copre tutti i regimi per capitalizzazione obbligatori e i regimi per capitalizzazione complementari, professionali o volontari. Non copre invece i fondi di riserva accumulati nei regimi obbligatori a ripartizione né il risparmio privato a lungo termine i cui obiettivi non siano legati ad una pensione.

    Secondo la Commissione europea, il livello del futuro trattamento pensionistico è sottoposto  a un certo numero di incertezze e di rischi, legati soprattutto alle interruzioni di carriera, alla longevità, all'inflazione e alle oscillazioni dei mercati finanziari.
    La crisi finanziaria attuale ha inevitabilmente aumentato i rischi per i sistemi di pensione che, come le borse, saranno interessati dalla caduta generalizzata delle azioni. Ciò  implicherà rendimenti di capitale investito minori per i risparmiatori più prudenti o la perdita dei depositi per gli investimenti a maggior rischio.
    Con l'alto tasso d'inflazione registrato quest'ultimi tre mesi da Eurostat (3,6% nella zona euro in settembre, comparato al 2,1% l'anno scorso e all'obiettivo della Banca centrale europea del 2%) anche le pensioni legate a rendimenti fissi saranno toccate dalla crisi, poiché il loro tasso sarà generalmente inferiore all'inflazione.
    Inoltre, sempre secondo la Commissione, i risparmiatori potrebbero vedersi toccati dalle "incidenze non finanziarie della crisi". Infatti, le previsioni della settimana scorsa sono di una crescita del PIL ridotta della metà nel 2009, con un ribasso dei consumi e dei posti di lavoro. A tale riguardo, la relazione dell'esecutivo europeo segnala che l'incidenza delle interruzioni di carriera sui livelli di pensione “può essere significativa nel caso dei regimi volontari".
    Lo studio non esclude il ricorso a prestazioni minime per coprire il costo delle interruzioni e garantire un livello di pensione sufficiente per le persone temporaneamente disoccupate, ma fa cenno al "costo significativo" di tale approccio.
    Il Parlamento europeo ha anche sottolineato questo rischio in un progetto di risoluzione preparato dall'eurodeputata conservatrice tedesca Stauner. Gli europarlamentari chiamano gli Stati membri "a tenere seriamente conto della necessità di riconsiderare i sistemi di pensione tradizionali, che si basano su valutazioni di rischi sistematici e sull'ipotesi di un percorso di vita tipica, standard, mentre i percorsi di vita a mosaico sono destinati a diventare sempre più frequenti".
    Il Commissario agli affari sociali Vladimír Špidla sottolinea in particolare la necessità di mentenere basso il livello di tassazione per le pensioni private, poiché altrimenti i risparmiatori riceverebbero importi trattamenti bassi una volta in pensione: “come esempio, un prelievo annuale del del 1% su un periodo di quaranta anni di contributo rappresenterebbe il 18% dei contributi totali al momento della pensione", indica il comunicato stampa dell'esecutivo europeo.
    (Ottobre 2008)
     
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