Sussidi adeguati ai livelli di reddito, mercati del lavoro che favoriscano l’inserimento e accesso a servizi di buona qualità, questi i tre elementi centrali di una raccomandazione delle Commissione europea in materia di lotta alla povertà.
L’intenzione della Commissione è di orientare gli Stati membri nelle strategie messe a punto per combattere la povertà, incoraggiandoli a far riferimento ad alcuni principi comuni e a definire strategie per l’«inclusione attiva», in modo da lottare più efficacemente contro l’emarginazione dalla società e dal mercato del lavoro.
Circa il 16% dei cittadini europei è a rischio povertà, con grandi differenze tra un paese e l'altro. In Italia il tasso di povertà è del 18%, come Portogallo e Spagna. Nella Repubblica Ceca è del 8%. In Lussemburgo, Ungheria e Slovenia del 10%. In Irlanda, Grecia e Slovacchia del 21%.
Lo studio che accompagna la comunicazione della Commissione europea mostra anche l’efficacia dei trasferimenti sociali, senza i quali la povertà passerebbe dal 16% al 26%.
Viene messo anche in evidenza lo scarso effetto dei sistemi di protezione sociale di alcuni paesi, come Italia e Grecia, dove la povertà resta più elevata della media anche tenendo conto dei trasferimenti sociali e persino tra la popolazione occupata.
(Ottobre 2008)
Per saperne di più:
Comunicato stampa (IT)
Comunicazione della Commissione sull'inclusione attiva (EN)
Comunicazione della Commissione sull'inclusione attiva (EN, FR)
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