A marzo 2007 abbiamo pubblicato un dossier sulla spesa sociale basato sui dati Eurostat disponibili in quel momento, relativi all’anno 2003.
Quest’anno lo stesso Eurostat ha pubblicato dati più recenti, relativi all’anno 2005; torniamo pertanto su quest’importante argomento con un nuovo dossier sulla spesa per la protezione sociale in Europa basato su informazioni più complete e aggiornate.
All’interno dell’Unione europea le spese per la protezione sociale rappresentano una fetta rilevante del PIL, pari al 27%. I paesi con le più alte percentuali di spesa sociale (Svezia, Francia, Danimarca, Belgio, Germania, Austria e Paesi Bassi) spendono per i sistemi di welfare tra il 28% e il 32% del loro PIL, ossia almeno il doppio di paesi come Lettonia, Estonia, Lituania, Romania e Bulgaria. L'Italia è al 10° posto, con una spesa del 26% e crescita zero rispatto al 2003.
Ma la protezione sociale, oltre che un sistema di assicurazione e protezione dai rischi, è un modo per governare fenomeni sociali complessi e per anticipare cambiamenti nel mercato del lavoro, nel campo delle politiche familiari, ecc.
Per alcuni aspetti, infatti, il modo in cui vengono allocate le risorse economiche dipende dalle caratteristiche strutturali e storiche della società (invecchiamento della popolazione, tassi di occupazione, eccetera), per altri, invece, la struttura della società è essa stessa il risultato delle politiche e del modo in cui vengono “dosate” le diverse misure di regolazione sociale (sostegno agli anziani piuttosto che ai giovani, ai lavoratori occupati piuttosto che ai disoccupati, ai singoli piuttosto che alle famiglie e via dicendo).
(Giugno 2008)
Protezione sociale giugno 2008 
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