Per una migliore mobilità del lavoro
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Venerdì 18 Maggio 2012 08:47
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    Nuove Linee direttrici integrate per la crescita e l'occupazione 2005-2008

    Per una migliore mobilità del lavoro

    Migliorare le regole in materia di sicurezza sociale, sopprimere gli ostacoli amministrativi, rafforzare il portale della mobilità professionale Eures e sensibilizzare i lavoratori alle opportunità di lavoro all’estero: sono questi gli obiettivi che l’UE dovrebbe raggiungere entro il 2010, secondo il nuovo piano d’azione europeo per la mobilità del lavoro.

    La libera circolazione dei lavoratori è uno dei principi fondamentali del diritto comunitario. Secondo un sondaggio Eurobarometro, un cittadino europeo su due ritiene che il diritto di lavorare all’estero sia una conquista positiva, tuttavia pochi ne fanno veramente uso: solo il 2% dei cittadini dell’UE in età lavorativa vive in un paese europeo diverso dal proprio, mentre negli USA questa percentuale è del 6%.

    Se molti non si spostano perché sono soddisfatti della loro situazione attuale, altri sono dissuasi dalle complicazioni amministrative e pratiche che un trasferimento all’estero comporta. Nonostante gli enormi progressi realizzati in questi anni, sono ancora numerose, infatti, le barriere che impediscono la piena e libera circolazione delle persone in Europa. A parte l’incertezza sui vantaggi della mobilità, coloro che per necessità o per scelta decidono di cambiare lavoro e paese devono far fronte ad una serie di ostacoli diversi: barriere linguistiche, giuridiche e amministrative, costi e disponibilità di alloggi, occupazione di coniugi e partner, educazione dei figli, trasferibilità dei diritti alla pensione, riconoscimento delle qualifiche professionali.

    Gli stessi regolamenti europei sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale si sono dimostrati uno strumento decisivo per la libera circolazione. Tuttavia, nuove forme di mobilità temporanee, per ragioni di lavoro, di studio e familiari, rendono talvolta problematica la loro applicazione.

    La Commissione europea sta quindi esaminando la necessità di adattare la legislazione comunitaria relativa al coordinamento della sicurezza sociale e le conseguenti prassi amministrative. In base ai risultati del processo di consultazione, nella seconda metà del 2009 la Commissione deciderà se adattare le prassi amministrative e le norme.

    Inoltre, la Commissione intensificherà lo snellimento delle prassi amministrative e della cooperazione amministrativa tra istituzioni e autorità nazionali. Nel 2009, anno in cui è prevista l'entrata in vigore del nuovo regolamento (CE) n. 883/2004, lo scambio amministrativo di informazioni tra istituzioni nazionali per il coordinamento delle questioni di sicurezza sociale dovrebbe essere interamente elettronico.

    È infatti necessario - secondo la Commissione - consentire alle persone di passare più facilmente da un lavoro all’altro oppure di spostarsi in diverse regioni o Stati membri. Occorre offrire le qualifiche e le opportunità necessarie per cambiare frequentemente lavoro e avanzare nella propria carriera. Questo costituisce l’obiettivo principale dei principi comuni concordati dai capi di stato e di governo dell’UE sulla cosiddetta “flessicurezza”

    I sindacati europei, dal canto loro, pur riconoscendo che la mobilità e le interruzioni di carriera sono un fatto ineludibile delle società moderne, insistono sulla necessità di garantire a tutti i lavoratori delle “transizioni sicure”, attraverso misure adeguate di protezione sociale nei periodi di mobilità geografica o professionale, di disoccupazione, di formazione o di cura dei figli.

    La stessa ipotesi secondo cui l’Europa sarebbe meno flessibile degli USA, spesso richiamata nei documenti dell’UE sulla mobilità e sulla flessicurezza, è fortemente contestata dai sindacati, che sottolinenao come l’Europa sia già socialmente più mobile e dinamica degli Stati Uniti, in termini di creazione e di distruzione di posti lavoro.

    (febbraio 2008)

     

    Per saperne di più:

    Piano d’azione europeo per la mobilità del lavoro (IT)

    Comunicato stampa della Commissione europea (IT)

    Portale della mobilità professionale Eures (IT)

    Documento della CES sulla mobilità professionale dei lavoratori (EN, FR)

     

     

    Vedi anche:

    Relazione sulla Strategia di Lisbona per il periodo 2008-2010 (tutte le lingue)

     
     
     

     
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