I rappresentanti delle tre istituzioni europee, Parlamento, Commissione e Consiglio, hanno proclamato solennemente nell’Aula di Strasburgo la Carta europea dei diritti fondamentali, atto che segna l’impegno ufficiale dell’UE per la salvaguardia dei diritti dei cittadini.
Il documento è stato firmato dal presidente di turno dell’UE, il premier portoghese José Socrates, dal presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, e dal presidente dell’Europarlamento, Hans Gert Poettering, nel corso di una seduta speciale del Parlamento durante la quale alcuni deputati europei "euroscettici" (tra i quali l'italiano Mario Borghezio e alcuni europarlamentari della sinistra radicale) hanno dato vita a una protesta per chiedere lo svolgimento di un referendum europeo sul nuovo Trattato dell’UE che sarà sottoscritto domani a Lisbona.
La Carta, approvata dal Parlamento europeo lo scorso 29 novembre, è composta di 54 articoli divisi in sei sezioni: dignità, libertà, uguaglianza, solidarietà, cittadinanza e giustizia. Il testo proclamato solennemente dalle istituzioni europee non fa tuttavia parte del Trattato di riforma dell’UE, anche se sarà richiamato in uno degli articoli del nuovo Trattato attribuendogli così carattere vincolante.
La Carta dei diritti fondamentali non fa parte del Trattato di Lisbona, ma è richiamato in uno dei suoi articoli. Essa assume pertanto valore giuridico vincolante per gli Stati membri dell'UE, che potranno essere portati davanti alla Corte di giustizias se ne violeranno i principi.
Va precisato che, ai sensi dell'articolo 51, "le disposizioni della Carta si applicano alle istituzioni, organi e organismi dell'Unione nel rispetto del principio di sussidiarietà, come pure agli Stati membri esclusivamente nell'attuazione del diritto dell'Unione".
Inoltre, altri tre testi della Conferenza intergovernativa del 2007 si riferiscono alla Carta: il protocollo n. 7 sull'applicazione della Carta alla Polonia e al Regno Unito, la dichiarazione n. 51 della Polonia relativa alla Carta e la dichiarazione n. 53 della Polonia relativa al protocollo sull'applicazione della Carta alla Polonia e al Regno Unito.
In pratica, Polonia e Gran Bretagna hanno negoziato una clausola d'esclusione: il regime particolare convenuto con questi due paesi ha permesso di mantenere la natura giuridicamente vincolante della Carta e la sua piena applicazione agli altri 25 Stati membri.
(dicembre 2007)
Carta dei diritti fondamentali
Comunicato stampa |