È giunta alla fase del ricorso in Corte di Giustizia la procedura d’infrazione n.2005/2114, avviata nei confronti dell’Italia per incompatibilità con la normativa europea, che stabilisce età pensionabili uguali per uomini e donne.
La Commissione europea ha chiesto alla Corte di Giustizia di verificare se il nostro Paese non rispetti gli obblighi stabiliti dall’articolo 141 CE mantenendo in vigore una normativa che dà diritto ai dipendenti pubblici di ricevere la pensione a età diverse a seconda che siano uomini o donne.
L'art. 141 CE sancisce il principio della parità di retribuzione tra uomini e donne e, come precisato dalla giurisprudenza della Corte, tale principio si applica anche alle prestazioni pensionistiche, laddove queste ultime siano corrisposte a motivo di un rapporto di lavoro ormai concluso ed abbiano, dunque, natura retributiva.
L’Italia aveva sostenuto che il regime pensionistico INPDAP, proprio dei dipendenti pubblici, ha - al pari del regime INPS - una valenza generale che ne rende possibile la qualificazione come regime legale piuttosto che professionale. Rispetto ad un regime legale, infatti, è possibile invocare la deroga contenuta nella direttiva 79/7 relativa alla graduale attuazione del principio della parità di trattamento tra gli uomini e donne in materia di sicurezza sociale. Tale deroga consente agli Stati membri di mantenere dei limiti di età diversi tra uomini e donne per la concessione della pensione erogata a titolo di protezione contro i rischi sociali.
(Fonte: http://www.politichecomunitarie.it)
(novembre 2007)
Per saperne di più: - Cos'è una procedura d'infrazione - I numeri delle infrazioni (aggiornamento al 5 novembre 2007) |