Il 9 ottobre 2007 la Commissione ha adottato una nuova proposta di direttiva europea, intesa a ridurre gli ostacoli alla mobilità dei lavoratori grazie al miglioramento dell'acquisizione e della preservazione dei diritti a pensione complementare. La proposta accetta la maggioranza degli emendamenti adottati dal Parlamento europeo il 20 giugno scorso.
La Commissione – ha detto il Commissario Spidla - è sensibile al fatto che, per molti sati membri, adottare misure relative al trasferimento di diritti complementari sarebbe attualmente “andare troppo lontano”. La nuova proposta non contiene quindi più alcuna norma sulla “trasferibilità” dei diritti a pensione complementare per i lavoratori che cambiano di occupazione (mobilità professionale) o che si trasferiscono in un altro paese (mobilità geografica). Insiste invece sulla fissazione di prescrizioni minime atte a migliorare l'acquisizione dei diritti a pensione, sulla preservazione dei diritti acquisiti affinché le pensioni dei lavoratori mobili siano trattate equamente e su un accesso più facile ad informazioni utili e fornite ai lavoratori al momento opportuno.
Il titolo della proposta è stato pertanto modificato in "Direttiva relativa alle esigenze minime che mirano ad aumentare la mobilità dei lavoratori migliorando l'acquisizione e la preservazione dei diritti a pensione complementare".
Queste le principali modifiche rispetto alla precedente proposta di direttiva:
- Soppressa la trasferibilità dei diritti maturai per i lavoratori che cambiano occupazione o che si strasferiscono in un altro Stato membro (tale diritto va salvaguardato all’interno del regime che il lavoratore ha lasciato)
- Il periodo d’attesa per la maturazione dei diritti puo' essere al massimo 5 anni per i lavoratori fino a 25 anni d’età, e di 1 anno per i lavoratori con più di 25 anni
- L'età minima per l’acquisizione dei diritti pensionistici complementari viene innalzata a 25 anni
- Il periodo di attesa per l'affiliazione puo' essere al massimo di 5 anni (con possibilità di deroga)
Le prossime tappe consisteranno, per la presidenza portoghese, nel difendere la proposta modificata in attesa di ottenere l'unanimità al Consiglio, quindi l'accordo del Parlamento europeo in seconda lettura. Da quel momento gli Stati membri avranno due anni di tempo per attuare la direttiva e, a talune condizioni, ulteriori 5 anni per alcune misure specifiche.
Come precisa la proposta, la Commissione riesaminerà le questioni relative ai trasferimenti nella prima relazione, che dovrà presentare cinque anni dopo l'entrata in vigore della direttiva.
(ottobre 2007)
Per saperne di più:
Comunicato stampa della Commissione europea: inglese - francese
Testo della nuova proposta di direttiva (in inglese)
Presentazione power-point (a cura dell'Osservatorio)
|