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Sabato 27 Agosto 2016 15:19
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Cosa si intende per lavoro usurante

Nel recente documento d’intesa firmato da governo e sindacati ha avuto grande spazio il tema dei benefici previdenziali da assegnare ai lavoratori che svolgono mansioni usuranti: secondo le stime del ministero del Lavoro la lista di queste mansioni dovrebbe coinvolgere quasi 1,4 milioni di lavoratori con un costo massimo pari a 2,9 miliardi dei 10 preventivati per l’abolizione dello scalone. Una loro corretta definizione è quindi un punto cruciale per la sostenibilità della riforma.

Ma cosa si intende per lavoro usurante? Cosa fanno gli altri paesi? Cosa dice in proposito l’Europa? E l’OCSE?

Una recente ricerca dell’Università di Venezia, condotta da Agar Brugiavini, Jacopo Canello e Stefano Marchiante, cerca di dare delle risposte a queste domande, ripercorrendo il cammino del dibattito, tuttora in corso in Italia e in Europa, attorno alla definizione di “lavoro usurante”. Dall’analisi emerge, soprattutto nel caso italiano, una certa ambiguità terminologica, legata anche alla carenza di studi empirici a riguardo, ambiguità che i ricercatori hanno cercato di sciogliere mettendo a fuoco tre dimensioni del problema: limitazioni nell’attività quotidiana, insorgenza di malattie croniche e disagi di natura psicologica.

( luglio 2007)

Per saperne di più:

-           Una definizione di lavoro usurante [Tratto da www.lavoce.info]

-           Il lavoro usurante nel sistema previdenziale italiano: spunti per una proposta di individuazione su base empirica 

 
 

 
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