Mercoledì 19 gennaio, a Bruxelles, si è svolta un'audizione organizzata dalla Delegazione italiana del Gruppo PSE al Parlamento europeo, cui hanno partecipato un centinaio di rappresentanti di organizzazioni sindacali, politiche e sociali. Erano presenti CES, CGIL, CISL, UIL, INCA, Lega delle Cooperative, Confindustria.
Hanno introdotto i lavori gli europarlamentari Zingaretti e Panzeri. Il tema dei servizi nel mercato interno è rilevante, sia a livello europeo sia a livello nazionale. La direttiva riguarda infatti un settore che rappresenta il circa il 50% dei servizi d'interesse economico ed il 70% del PIL europeo e dunque un settore che può fornire un formidabile contributo alla Strategia di Lisbona.
Lo sviluppo del mercato interno deve essere accompagnato da un adeguato rafforzamento della protezione sociale, dei diritti dei lavoratori e delle condizioni di lavoro, in equilibrio con i diritti dei consumatori, al fine di mantenere la coesione sociale dell'UE.
In ogni caso, la nuova legislazione avrà un impatto rilevante su una vasta gamma di servizi, specie in quelli di natura transfrontaliera e interverrà sulla qualità della vita dei consumatori.
Il rischio, insomma, è che la proposta di direttiva possa mettere a rischio lo stesso modello sociale europeo.
Nelle conclusioni, Pierluigi Bersani, ha riaffermato una posizione favorevole a fare del tema dei servizi un'occasione di rinnovato slancio per l'economia europea. E non sfugge la necessità di innescare importanti meccanismi a favore della crescita. Ma la liberalizzazione è anche capacità e forza politica di evitare l'affermazione di pericolose forme di "dumping" proprio perchè il cuore delle possibilità competitive sta nel non favorire fenomeni di questo tipo.
Esiste persino il pericolo che la direttiva, così com'è, blocchi i processi di privatizzazione in atto invece che favorirli.
(Febbraio 2005)
Per saperne di più:
Delegazione italiana PSE
CGIL Europa
|