Cos'è la Direttiva Bolkestein?
Una Direttiva è un atto giuridico comunitario che vincola gli Stati membri ad un risultato da raggiungere entro un dato termine, lasciando alla loro discrezione la scelta dei mezzi per farlo.
Per produrre effetti sull'ordinamento interno di uno Stato, ogni direttiva deve essere recepita nella legislazione nazionale.
La Direttiva in questione, che prende il nome dall'ex Commissario Europeo per la Concorrenza e il Mercato Interno Frits Bolkestein, è stata approvata dalla Commissione Europea lo scorso 13 gennaio, e quindi sottoposta a udienza del Parlamento Europeo l'11 novembre, per essere successivamente posta al vaglio del Consiglio dei Ministri, presumibilmente entro gennaio 2006.
Si tratta, in sostanza, di una bozza di legge comunitaria volta alla creazione in ambito europeo di un libero mercato dei servizi. Obiettivo è, in sintesi, realizzare la certezza giuridica necessaria per garantire, ai fornitori quanto ai beneficiari di servizi il rispetto delle due libertà fondamentali di stabilimento e di circolazione dei servizi e di creare un quadro giuridico in grado di abbattere le barriere e gli ostacoli che ancora si frappongono alla libertà di stabilimento dei prestatori di servizi ed alla libera circolazione di servizi tra gli Stati membri.
I sindacati europei, anche se hanno sempre adottato un atteggiamento favorevole alla creazione di un mercato interno, sono oggi contro il progetto di diret-tiva della Commissione poiché alcuni suoi aspetti minacciano direttamente i diritti dei lavoratori e dei consumatori dell'Unione, anziché salvaguardare e raf-forzare la crescita, l'occupazione e la coesione sociale in Europa.
I punti maggiormente criticati della direttiva in questione riguardano:
1) Ha un campo di applicazione troppo ampio; rischiano infatti di confluire nella liberalizzazione anche una serie di Servizi d'interesse generale, sottraendo cosi alla sovranità degli Stati membri il controllo di larga parte delle poli-tiche sociali e dei servizi
2) Entra in conflitto con altre disposizioni e strumenti comunitari (ad esempio: Direttiva 96 sul distacco; Regolamento 1408 sui regimi di sicurezza sociale)
3) Anticipa altre iniziative comunitarie future, sulla mobilità dei pazienti e dei sistemi sanitari, sui servizi d'interesse generale, sui lavoratori temporanei, ecc.
4) Le norme concernenti il distacco dei lavoratori proibiscono, di fatto, di assoggettare i fornitori di servizi a determinati obblighi sociali (autorizzazione, registrazione, dichiarazione e così via): il progetto renderebbe inoperante, in sostanza, l'ispezione condotta dallo Stato membro, rendendo inefficace la direttiva 96/71
5) Il principio del paese d'origine, secondo cui le imprese e i lavoratori che offrano servizi in un altro Paese membro possono essere sottoposti unicamente alle leggi del paese di provenienza
6) La totale esclusione delle parti sociali e delle Regioni dalla negoziazione dei dispositivi (in molti Stati membri le Regioni sono titolari di misure legislative in settori di attività coperti dal progetto
(Gennaio 2005)
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