I ministri del lavoro di 10 paesi dell'UE, tra cui l'Italia, affermano la necessità di rafforzare il modello sociale europeo
È ora disponibile sul nostro portale la versione italiana della dichiarazione Un nuovo slancio per l'Europa sociale sottoscritta lo scorso mese dai ministri del lavoro di Belgio, Bulgaria, Grecia, Spagna, Francia, Italia, Cipro, Ungheria e Lussemburgo (cui si è aggiunta successivamente anche l'Austria).
I ministri considerano essenziale “una visione lungimirante per l'Europa Sociale, che promuova con un approccio equilibrato le riforme e gli adattamenti connessi alla globalizzazione, alle ristrutturazioni industriali, all'innovazione tecnologica, alla demografia e all'immigrazione, per rafforzare la crescita, l'occupazione e la qualità del lavoro, garantendo nel contempo i diritti e le protezioni sociali propri della tradizione europea”.
“L'Europa sociale offrirà così - sostengono i ministri - un autentico valore aggiunto al mondo del lavoro ed ai cittadini, in particolare quelli che le ristrutturazioni e l'impatto della globalizzazione rendono più vulnerabili. In tale direzione, l'Unione potrà fare affidamento sui vari strumenti di cui dispone (coordinamento, legislazione, dialogo sociale, programmi)”.
Infine, concludono, “sottolineiamo il ruolo determinante che in tale contesto sono chiamate a svolgere le parti sociali, il dialogo sociale e la contrattazione collettiva ai vari livelli”.
Alla dichiarazione sono annessi “alcuni spunti per l'impegno futuro” tra i quali lo sviluppo di un sistema di norme sociali minime applicabili in tutta l'Unione, la definizione di un reddito minimo, l'estensione della concertazione sociale a tutti i livelli, ecc.
(aprile 2007)
Per saperne di più:
Un nuovo slancio per Europa Sociale 2007 
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