Secondo uno studio della Commissione europea, tre nuovi posti di lavoro su quattro sono infatti occupati da donne. Tuttavia la situazione delle donne sul mercato dell'occupazione resta chiaramente svantaggiata rispetto a quella degli uomini.
L'occupazione delle donne è aumentata notevolmente nel corso degli ultimi anni, anche tra le lavoratrici anziane.Le disparità nel lavoro non diminuiscono e ciò si riflette in una differenza di remunerazione sensibile e persistente, che ha ovvie conseguenze anche sui trattamenti pensionistici di fine carriera.
Nonostante i migliori risultati dal punto di vista dell'istruzione (le donne rappresentino quasi il 60% dei nuovi laureati), sul mercato dell'occupazione si registrano differenze importanti di retribuzione tra donne e uomini: le donne guadagnano in media il 15% in meno all'ora rispetto agli uomini.
Inoltre esiste uno squilibrio importante tra donne e uomini per quanto riguarda la loro presenza nei posti dirigenziali, sia politici che economici: meno di un terzo dei dirigenti sono donne e i consigli di amministrazione delle 50 maggiori aziende europee quotate contano solo una donna ogni dieci uomini nel 2005. Nei parlamenti nazionali la proporzione media delle donne è del 24%, al Parlamento europeo del 33%. In Italia, la presenza femminile in Parlamento è ancora più bassa che nella media europea: 15,6% al Senato (45 donne su 287) e 20,6% alla camera dei Deputati (108 su 522), anche se aumentata rispetto alle legislature precedenti. Quanto al parlamento europeo, su 78 eurodeputati italiani, soltanto 14 sono donne (18%).
In occasione del Consiglio europeo di primavera (8 e 9 marzo) una relazione annuale 2007 sulla parità tra donne e uomini sarà presentata dalla Commissione ai leader europei. Si tratta del primo rapporto dopo l'avvio della tabella di marcia per la parità tra donne e uomini e l'adozione, nel marzo 2006, del patto europeo per la parità di genere.
Dal rapporto emerge che il tasso di occupazione femminile è oggi del 56,3% (2,7 punti percentuali in più rispetto al 2000, mentre, nello stesso periodo, il tasso di occupazione maschile è aumentato soltanto dello 0,1%). Anche il tasso di occupazione delle donne over 55 è aumentato in modo decisamente più rapido di quello degli uomini, raggiungendo il 33%, ossia quasi 7 punti percentuali in più rispetto al 2000.
La relazione mette in evidenza i vari ostacoli che impediscono un maggiore equilibrio tra vita privata e vita professionale, come la carenza di strutture di custodia dei bambini, gli aspetti finanziari, le penalizzazioni nella carriera, il rischio di perdita delle competenze, la difficoltà di riprendere il lavoro e la pressione a conformarsi agli stereotipi.
Poiché una maggiore uguaglianza dipende da un maggiore equilibrio nella ripartizione delle responsabilità private e familiari tra uomini e donne, è essenziale rivedere le disposizioni esistenti in materia di congedo parentale.
Secondo la relazione, è necessario che le politiche per le pari opportunità siano finanziate attivamente dei fondi strutturali nel periodo 2007-2013. Il nuovo programma PROGRESS prevede una sezione specificamente dedicata all'uguaglianza tra i sessi.
Parallelamente alla relazione annuale, la Commissione europea pubblica due studi indipendenti realizzati da esperti universitari. Il primo esamina le differenze di retribuzione tra gli uomini e le donne, il secondo analizza la dimensione di genere nella povertà e nell'esclusione sociale.
(marzo 2007)
Per saperne di più:
Relazione della Commissione europea sulla parità tra uomini e donne 2007
Anno europeo delle pari opportunità per tutti
Programma PROGRESS
Studio sulle differenze di retribuzione tra donne e uomini (in inglese)
Studio su esclusione sociale e dimensione di genere (in inglese)
Statistiche sulla situazione delle donne nell'UE27 (In inglese) |