Dopo l'ultimo ampliamento del 1 maggio 2004, i nuovi cittadini dell'UE godono dei diritti garantiti dalla legislazione comunitaria.
Tuttavia, in alcuni settori sono previsti periodi transitori: ad esempio, proprio i diritti connessi alla libera circolazione dei lavoratori saranno concessi in maniera progressiva.
Secondo le disposizioni transitorie sulla libera circolazione dei lavoratori annesse al Trattato di Adesione del 2003, l'introduzione della legislazione comunitaria sulla libera circolazione dei lavoratori può essere deferita per un periodo non più lungo di sette anni, suddiviso in tre fasi (2 anni + 3 + 2).
La prima fase è iniziata il 1 maggio 2004 e si è conclusa il 30 aprile 2006. In questi primi due anni successivi all'adesione dei nuovi paesi, la mobilità e l'accesso ai mercati del lavoro dei vari Stati membri è dipeso dalle leggi e dalle politiche nazionali dei vari Stati, oltre che da eventuali accordi bilaterali; alcuni paesi hanno scelto di aprire subito e totalmente i mercati del lavoro ai lavoratori provenienti da tutti i nuovi Stati membri, mentre altri hanno ritenuto opportuno adottare misure restrittive.
È disponibile ora sul sito dell'Osservatorio, in lingua italiana, la Relazione della Commissione europea sugli effetti delle disposizioni temporanee per il periodo dal 1° maggio 2004 al 30 aprile 2006.
(Agosto 2006)
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