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 Abbasso il rumore
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La via da seguire per l'Europa: Rendere operativa la Strategia di Lisbona
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Cos'è la Strategia di Lisbona? Come funziona? A cosa serve? Perché se ne parla tanto? E qual è in proposito la posizione dei sindacati europei?
Per aiutare a trovare una risposta chiara a queste domande, la Confederazione europea dei sindacati, ha recentemente realizzato, con il sostegno della Commissione europea, una pubblicazione in lingua italiana breve e di facile lettura.
Nel vertice di Lisbona del marzo 2000 si dichiarò di voler fare dell'Europa “l'economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica al mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile, nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale”.
Si stabilì quindi l'obiettivo di creare un approccio integrato alle politiche economiche, sociali ed ambientali attraverso tre principali parametri :
- crescita annua pari almeno al 3% - tasso di occupazione totale del 70% - tasso di occupazione femminile pari almeno al 60%
Un quarto parametro, concordato successivamente a Stoccolma nel 2001, stabilisce inoltre l'obiettivo di un tasso di occupazione per i lavoratori anziani pari almeno al 50%.
Nel 2004 in Europa i dati non erano rassicuranti: tasso di disoccupazione femminile pari al 10%, contro l'8,3% maschile, tasso di occupazione femminile pari al 55,7%, contro il 71% maschile, divario nella retribuzione intorno al 15%, senza contare che le donne hanno più probabilità rispetto agli uomini di ottenere contratti di lavoro precari o a breve termine.
Il movimento sindacale europeo è mobilitato al fine di creare un'Europa fondata sulla giustizia sociale, in cui i vantaggi della crescita siano suddivisi equamente all'interno della comunità.
La Confederazione europea dei sindacati sostiene gli ideali della Stategia di Lisbona, ma purtroppo constata che “allo stato attuale l'Unione Europea non sta centrando gli obiettivi prefissati e i leaders europei hanno risposto dando la precedenza alla competitività, a discapito dei diritti dei lavoratori e della tutela ambientale”.
La CES esprime la propria voce al fine di rendere operativa la strategia di Lisbona, poiché crede sia “il modo migliore per affrontare la competizione delle economie emergenti a basso costo e garantire la sopravvivenza di un forte modello sociale europeo che promuova il benessere e l'integrazione di tutti i cittadini”, nella convinzione che investire nel sociale non limiti la crescita e la competitività, ma, al contrario, sia uno stimolo indispensabile per l'innovazione, la produttività e la crescita sostenibile.
Le priorità sono dunque la partecipazione delle donne e dei lavoratori più anziani al mercato del lavoro: è importante rafforzare il modello sociale europeo affinché questo rappresenti un esempio di sviluppo sostenibile per il resto del mondo, in contrapposizione al “modello USA”, nel quale è in continuo aumento il numero delle persone che vivono in situazione di estrema povertà.
(Luglio 2006)
A cura di: Eleonora Medda
Clicca qui per scaricare la brochure sulla Strategia di Lisbona
Sito web della Confederazione europea dei sindacati
Per maggiori informazioni: dmelli@etuc.org (Daniele Melli) |
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