 Molti pensano che il lavoro minorile sia definitivamente scomparso dalle società occidentali. Non è così e bisognerebbe indagare quali siano le caratterizzazioni del fenomeno nelle società economicamente avanzate.
Capire e conoscere analogie e differenze tra i diversi territori, soprattutto in riferimento alla condizione dell'infanzia e dell'adolescenza, significa porre le basi per attivare, in un prossimo futuro, azioni, politiche e strategie tese al superamento delle ineguaglianze sociali.
Il lavoro minorile è presente, in percentuale consistente e in occupazioni estremamente varie, anche nei paesi industrializzati.
Nel Sud dell'Europa, ad esempio, un numero considerevole di minori è impiegato in attività retribuite in particolare modo in attività stagionali, lavori di strada, piccole attività commerciali o nel lavoro domestico.
Inoltre è aumentato nell'Europa dell'Est e nell'Europa Centrale, in particolare dopo il passaggio dall'economia pianificata al libero mercato.
Per l'Italia, nell'inchiesta della CGIL del 2000 è stata ipotizzata la cifra di circa 300mila ragazzi e ragazze al di sotto di 15 anni impiegati in una qualsiasi forma di lavoro.
(novembre 2005)
Dossier sul lavoro minorile in Europa a cura di Gianni Paone
|