Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro
Cerca nel sito
 
Venerdì 18 Maggio 2012 07:54
I TUOI DIRITTI IN...
PROGETTO TESSE
ARCHIVIO   
APPROFONDIMENTI
GIURISPRUDENZA
LEGISLAZIONE
DOCUMENTI
NUMERI
PUBBLICAZIONI
OPPORTUNITÀ
COLLEGAMENTI
CHI SIAMO
  •  
  •  
    User ID
    Password
       
    Nuovo Utente?
    Password dimenticata
  •  
      homepage
    Cambiamento demografico: Parere della FERPA

    Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

    Seminario Europeo INCA CGIL: Bruxelles, 3-4 novembre 2005
    Confederazione Europea dei Sindacati
    Boulevard Roi Albert II, 5 (Sala B - 1° piano)

    Clicca qui per vedere il programma


    Ogni anno nell’Unione europea oltre centomila persone perdono la vita a causa di un infortunio o di una malattia dovuti a condizioni di lavoro inadeguate. Si tratta, in verità, di una stima prudente e sicuramente sottovalutata, per un fenomeno di cui non si conoscono ancora i confini precisi.

    Il dramma, infatti, è che alla salute sul lavoro manca la visibilità. Infatti, raramente occupa i titoli di prima pagina e le ricerche in questo campo ottengono scarsa attenzione da parte delle autorità pubbliche.

    Spesso si crea una falsa immagine per cui i problemi di salute dovuti al lavoro sono percepiti come problemi soprattutto di ordine tecnico; noi riteniamo, invece, che la salute sul lavoro sia innanzi tutto un tema politico che riflette scelte compiute a livello sociale.

    Con questo Seminario intendiamo analizzare alcuni dei temi che sono all’ordine del giorno nell’Unione europea in materia di salute sul lavoro:

    • La strategia comunitaria per la salute e la sicurezza 2002-2006. La comunicazione della Commissione europea, adottata nel marzo 2002, conteneva interessanti elementi d'analisi. Le proposte concrete erano invece piuttosto scarse e mancava un calendario che stabilisse scadenze precise. A che punto siamo oggi, in Europa, tre anni e mezzo dopo l'adozione della nuova strategia? 

     

    • La proposta di riforma della legislazione europea sul commercio delle sostanze chimiche (REACH = Registration, Evaluation and Authorisation of CHemicals). Scopo della direttiva REACH è regolamentare l'uso e il commercio delle sostanze chimiche potenzialmente dannose. Le aspettative del mondo del lavoro nei confronti di questa riforma sono enormi. Circa un terzo delle malattie professionali riscontrate ogni anno in Europa è infatti dovuto ad una esposizione alle sostanze chimiche. Quali sono le prospettive di attuazione di questa riforma? Qual è la posizione dei sindacati e quale, invece, quella delle industrie chimiche?

     

    • La Direttiva europea Amianto. Dal 1 gennaio 2005 l'uso dell'amianto è proibito in tutti i paesi dell'Unione europea. Tuttavia, è stato stimato che decine di migliaia di persone continueranno a morire ogni anno, nei decenni a venire, a causa di contaminazioni avvenute in passato, o che avvengono tuttora nei moltissimi edifici dove questa sostanza cancerogena è ancora presente. Quali iniziative prendere per tutelare maggiormente le persone ancora esposte a questo rischio? Che conseguenze sta avendo nei paesi terzi l'interdizione dell'amianto in Europa?

     

    • La raccomandazione della Commissione europea sull'elenco delle malattie professionali. Se dovessimo valutare l'efficacia delle politiche per la salute e la sicurezza sul lavoro in Europa sulla base delle patologie effettivamente riconosciute, dovremmo rassegnarci ad un dato di fatto allarmante: l'occultamento sistematico di una parte delle malattie da lavoro da parte dei sistemi vigenti nei diversi paesi. L'aggiornamento dell'elenco delle malattie professionali legalmente riconosciute, varato dalla Commissione nel settembre 2003, potrebbe costituire un passo in avanti in tal senso. Ma si tratta, ancora una volta, soltanto di una raccomandazione, ossia di un provvedimento per nulla vincolante per i governi nazionali. Quali sono i limiti delle politiche nazionali in materia di tutela e indennizzo delle malattie professionali? Quali conseguenze avrebbe il riconoscimento delle nuove tecnopatie?Quali azioni intraprendere a livello nazionale ed europeo?

     

    • Direttiva europea: Salute e sicurezza sul lavoro. Ad oltre dieci anni dalla emanazione della direttiva europea sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, gli eventi infortunistici, siano essi classificabili come lievi, gravi o mortali, restano un costo umano e sociale insostenibile. Capire l’andamento infortunistico con particolare riferimento ai soggetti deboli del mercato del lavoro (lavoro atipico, immigrati, ecc.) e l’incidenza delle politiche di prevenzione adottate dai singoli paesi è fondamentale per ridisegnare nuove strategie di aggressione alla cosiddetta causa violenta. Lo sviluppo di una politica e di una cultura della prevenzione, quale premessa per la riduzione degli eventi infortunistici e delle tecnopatie, è una questione sindacale prioritaria. Attraverso quale sistema di relazioni sindacali quest'obiettivo sarà meglio raggiungibile?

    Anche altre politiche comunitarie incidono, più o meno direttamente, sulla salute lavorativa: la proposta di modifica della direttiva sulla protezione dei lavoratori esposti ad agenti cancerogeni, ma anche la strategia di Lisbona, la proposta di revisione della direttiva sull’orario di lavoro, le politiche migratorie, di pari opportunità e contro la discriminazione di genere.

    In sostanza, per quanto riguarda il problema della salute e della sicurezza sul lavoro, l'Europa è ancora da costruire.

    Lo dimostrano le enormi disparità, tuttora poco conosciute, esistenti tra i vari sistemi nazionali di prevenzione, riconoscimento e indennizzo degli infortuni e delle malattie professionali. Lo dimostra il fatto che alcune categorie, ad esempio le donne e gli immigrati, sono sistematicamente più esposte e meno tutelate di altre contro i rischi professionali.

    Le difficoltà nelle comunicazioni e negli scambi d'informazioni tra un paese e l'altro rendono talvolta lunghe e farraginose le procedure di tutela promosse dal Patronato, con evidenti conseguenze a danno delle lavoratrici e dei lavoratori e, soprattutto, delle donne e degli uomini appartenenti alle categorie sociali più deboli.

     
     
     

     
    Rue de la Loi 26/20 - 1040 Bruxelles Tel. +32 2 2335432
     

    Copyright © 2005 www.osservatorioinca.org - Tutti i diritti riservati - powered by creasiti.com mappa del sito