La discussione sulla "Direttiva Servizi" è entrata nel vivo. Il voto previsto in commissione mercato interno, al Parlamento europeo, è stato rinviato a novembre, a causa dello scontro in atto sulle caratteristiche che deve avere la direttiva stessa.
I punti sui quali il Gruppo Socialista al Parlamento europeo (PSE) ha aperto un confronto di merito sono:
1. La garanzia della coesione sociale in Europa
2. Chiarimento del campo d'applicazione della direttiva
3. Il principio del "paese d'origine" (non può essere il principio di base del mercato interno dei servizi)
4. La coerenza della legislazione europea e il rispetto degli impegni internazionali dell'Unione
La Delegazione Italiana e il Gruppo del PSE al Parlamento Europeo hanno espresso contrarietà alla direttiva ed hanno posto con forza l'esigenza di ottenere una direttiva capace di coniugare liberalizzazione e coesione sociale.
L'Europa ha assolutamente bisogno di procedere al completamento del mercato interno e taluni servizi debbono essere liberalizzati (si pensi, ad esempio, alle libere professioni) perché utili ai consumatori ed al sistema economico e produttivo.
Tuttavia, l'ottenimento di tale direttiva non può avvenire a scapito dei diritti e con politiche di "dumping sociale" che, anziché rafforzare le politiche di coesione, tendono a distruggerle.